MILANO – Se il buongiorno si vede dal mattino, gli investitori premiano Unicredit dopo la cessione del pacchetto dell’8,4% in Mediobanca e i conti trimestrali. Il titolo (segui in diretta) ha bruciato tutti alla partenza di Piazza Affari, mentre resta piatto l’andamento delle azioni di Piazzetta Cuccia (segui in diretta).

Unicredit chiude i 9 mesi del 2019 con un utile pari a 4,3 miliardi, mentre quello rettificato – spiega una nota prima dell’apertura dei mercati – è di 3,3 miliardi, +8,2%. Il rote (indicatore della redditività) rettificato dell’8,7%. Il dato dei profitti senza poste straordinarie per il terzo trimestre risulta in rialzo del 25,7% a 1,1 miliardi: un livello sopra le attese degli analisti, che si fermavano a 1,03 miliardi di euro.

Nel trimestre il margine di intermediazione si è attestato a 4,7 miliardi (+1,7% e contro attese per 4,6 miliardi), con interessi netti a 2,55 miliardi (-5%, in linea con le previsioni) e commissioni a 1,6 miliardi (+3%, anche in questo caso in linea con il consensus). In calo dell’1,8% a 2,45 miliardi i costi operativi per un rapporto cost/income sceso nel trimestre al 52,1%.

Quanto alla solidità patrimoniale, il coefficiente Cet1 è al 12,6%. Le esposizioni deteriorate lorde della non core nel periodo sono pari a 11,2 miliardi in calo di 9,3 miliardi anno su anno. Confermato l’obiettivo di scendere sotto i 10 miliardi a fine 2019. Continua il disimpegno dai Btp, con il portafoglio che cala di 3,6 miliardi trimestre su trimestre a 44,9 miliardi. Raggiunto il target relativo alla riduzione della sensitività del Btp nel trimestre di circa 35% con un trimestre di anticipo.

La banca ha potuto dire di aver raggiunto o superato tutti gli obiettivi del suo piano, in vista della presentazione del nuovo documento Team23 il prossimo 3 dicembre. Il risultato netto del terzo trimestre” di Unicredit “è stato ancora una volta uno dei migliori trimestri raggiunti in un decennio”, ha detto il ceo, Jean Pierre Mustier nella nota sui conti. “Il trimestre ha beneficiato di solide dinamiche commerciali, di forti ricavi da negoziazione e della nostra attenzione alla gestione disciplinata dei costi, che continua a produrre risultati”, ha aggiunto.

Confermati anche i dettagli della procedura di accelerated bookbuilding per la cessione a investitori istituzionali di circa 74,5 milioni di azioni ordinarie detenute in Mediobanca, l’8,4% del capitale di Piazzetta Cuccia, al prezzo di 10,53 per azione. “Il prezzo incorpora uno sconto del 2,3 per cento circa rispetto all’ultimo prezzo di chiusura di Mediobanca pre-annuncio. L’impatto atteso dell’operazione, che sarà contabilizzata nel 4 trimestre 2019, è sostanzialmente neutrale sul Cet1 capital ratio” della banca guidata da Mustier. BofA securities, Morgan Stanley e Unicredit corporate & investment banking hanno fatto da joint bookrunners.

Nella conference call con i giornalisti, Musier ha spiegato che “la vendita delle quota in Mediobanca detenuta da parte di Unicredit è parte della strategia di disinvestimento”. Una scelta maturata ancor più dopo lo scioglimento del patto forte nell’ex salotto buono della finanza, in favore di un accordo tra soci in versione “light” dopo l’uscita di Bolloré. Declinato qualsiasi commento su Leonardo Del Vecchio dopo che il patron Luxottica è diventato, con l’uscita di Unicredit, il primo azionista in Piazzetta Cuccia: “Nessun commento su clienti o azionisti”. Carezza al management di Piazzetta Cuccia: Mediobanca è una banca “assolutamente ben amministrata”, ha detto Mustier. “Siamo rimasti soddisfatti per quello che il management ha fatto durante la crisi”.