un inno tedesco quello a suonare la prima volta nell’esordiente Azerbaijan, la trentaduesima nazione a ospitare una gara di Formula 1 con la settantatreesima pista mai utilizzata nella massima serie. Per via di Hamilton partito decimo e arrivato quinto stato tutto facile quindi per Rosberg nel primo Gran Premio a Baku, vincitore davanti a Vettel, l’unico rivale a dimostrarsi tale, dopo che Ricciardo, pur scattando secondo, presto precipitato nelle retrovie, insieme a Verstappen, per la necessit di cambiare le gomme: la Red Bull si dimostrata una delle monoposto che pi hanno sofferto questa pista nell’usura.

Grande rammarico per Raikkonen che, anche oggi, paga un prezzo troppo alto nella posizione di arrivo. Questa volta per non colpa della meccanica o di un avversario, ma sua: ha commesso un’infrazione nel superare la vietatissima linea di ingresso ai box ed stato sanzionato con cinque secondi da pagare nel finale. Senza questa penalit non avrebbe mai “mollato” e senz’altro sarebbe arrivato felice e contento sul podio dietro al compagno di squadra.

Ad avvantaggiarsene “Checo” Perez, meritevole per la seconda volta nel 2016 di una grande prestazione. La fortuna aiuta gli audaci e cos, dopo Monaco, si dimostra davvero forte nei cittadini: e il terzo posto di oggi, un altro podio, per una squadra con un budget limitato come la Force India equivale senza indugio a una vittoria.

Tutto bene quello che finisce bene, comunque, per Maranello: difficile sperare di pi specie quando in qualifica la Red Bull all’ultimo momento super Vettel e sembra diventare la seconda macchina da battere in gara. E pazienza se Raikkonen non arriva terzo: visto che Hamilton ha mancato il giro buono in Q3 andando a toccare un muretto, si era gi liberata una posizione al di sopra delle aspettative, anche se poi si messa di mezzo la monoposto di Milton Keynes.

Ma in gara non hanno saputo confermare l’aggressivit del sabato e gli altri nemici da temere, le Williams e la Toro Rosso di Kvyat, alla fine non hanno mai insidiato la corsa delle rosse. Con la differenza che le monoposto di Grove sono comunque arrivate in fondo e a punti, mentre il pilota russo cresciuto a Roma si dovuto ritirare anche oggi, confermando una parabola discendente in una stagione che, invece, era iniziata a fianco di Ricciardo con le migliori delle aspettative.

In quanto alla cronaca di gara bisogna dire che non c’ stato proprio nulla da segnalare di veramente interessante. L’asfalto fresco, troppi passaggi stretti, la necessit di contare sul Drs l’hanno resa una tipica “corsa dei cavalli” in perfetto Tilke-style. Anche se questa volta le caratteristiche possono comunque essere apprezzate per delle peculiarit mai viste tutte insieme: un cittadino ma velocissimo con un “dritto” da quasi 2 chilometri, e allo stesso tempo lento e stretto con dei passaggi dove impossibile immaginare due monoposto affiancate. Dulcis in fundo, anche nelle curve veloci, impossibile ipotizzare dei sorpassi audaci pena trovare subito il muro.

Per molti affezionati alla Formula 1 di una volta, insomma, una gran delusione. Per quelli che cavalcano il business, invece, una gara perfetta: nuovi mercati, nuovi spettatori e nessun incidente a “sporcare” l’immagine della corsa nella sua prima edizione. Tutto pi che regolare, niente safety car e pazienza per i tombini aperti, i sacchetti, i gatti, i succhi di frutta e chiss cos’altro: i memorabili “detriti” di questo cittadino non hanno comunque causato danni gravi e la domenica si conclusa con il sorriso sulle labbra e solo quattro monoposto ritirate, quelle di Kvyat, Sainz, Wehrlein e Alonso, tutti per noie tecniche.

Sportivamente, esulta Rosberg perch era uscito malconcio dagli ultimi due gran premi: dopo i problemi ai freni di Monaco ed essere stato “frenato” da Verstappen in Canada, adesso torna alla vittoria e si allontano fiero nel comando del mondiale. Ridono grassamente le Force India: una sul podio e l’altra a punti. Non possono lamentarsi pi di tanto Ferrari e Williams. Piangono le Toro Rosso – entrambe ritirate per problemi seri- e le Red Bull arrivano entrambe alla bandiera a scaffhi, ma settime e ottave: niente di buono pensando a cosa speravano stamattina. Senza punti e cuore le McLaren: il ritiro di Alonso con problemi al cambio segna ancora di pi la sua demotivazione a continuare a correre, ed difficile immaginare un top team che lo richiami per tentare di vincere ancora qualcosa.

Il mondiale ancora lungo e pu ancora succedere di tutto, ma i 24 punti di Rosberg (141) su Hamilton (117) fanno un po’ rilassare il tedesco e riaprono in parte i sogni di Vettel (96), ora a “soli” ventuno punti da Hamilton. Immediatamente alle spalle Raikkonen (81), che risale al terzo posto a quindici punti dal suo compagno di squadra, e tre davanti a Ricciardo (78). Ampio il gap fra il quinto e il sesto: Verstappen infatti insegue a 54 punti, ma si ritrova il fiato sul collo di Bottas, sesto a 52 punti grazie al sesto posto a Baku.

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