MILANO – Ore 9.40. Le Borse europee ripartono positivive nonostante i nuovi dubbi sul commercio internazionale. Ieri il presidente americano ha annunciato con un tweet la reintroduzione di tariffe su alcuni metalli importati da Brasile e Argentina e più tardi il dipartimento del Commercio Usa ha minacciato l’imposizione di dazi su circa 2,4 miliardi di dollari di beni importati dalla Francia in risposta all’introduzione della web tax.

In Europa Milano sale dello 0,9%, Francoforte dello 0,75% e Parigi dello 0,24%. Va controcorrente Londra, in calo dello 0,09%. A Piazza Affari sotto i riflettori c’è soprattutto Gedi, che balza del 60% dopo che ieri è stata formalizzata la cessoione della quota di Cir a Exor. In rialzo anche Unicredit, che oggi ha presentato il piano al 2023. Deboli i listini asiatici: questa mattina Tokyo ha chiuso con un ribasso dello 0,64%.

Tra le valute l’euro apre stabile sopra 1,10 dollari. La moneta europea passa di mano a 1,1077 dollari e 120,89 yen. Poco mosso anche lo spread: Il differenziale Btp/Bund è a quota 163 punti, sugli stessi valori della chiusura di ieri. Il rendimento del titolo decennale italiano sale all’1,36%.

Tra le commodities, in rialzo le quotazioni del petrolio in attesa del meeting di questa settimana dell’Opec che dovrà decidere su futuri tagli alla produzione: i contratti sul greggio Wti con scadenza a gennaio guadagnano 22 centesimi a 56,18 dollari al barile. Il Brent supera i 61 dollari a 61,12 dollari al barile.