MILANO – Il presidente americano Donald Trump, nel corso di un incontro col segretario al commercio Wilbur Ross, ha dato istruzioni per avviare un’indagine sulle importazioni di automobili negli Usa. Lo rende noto la Casa Bianca, spiegando che si farà ricorso alla ‘Sezione 232’ del Trade Expansion Act, come aveva anticipato il Wall Street Journal parlando di possibili dazi fino al 25%. L’indagine – afferma Trump – è motivata da ragioni di sicurezza nazionale.

Si tratta di un nuovo tassello che riporta in alto i timori di una guerra commerciale, dopo i recenti segnali di disgelo: se ne accorgono anche i mercati finanziari, che si innervosiscono.

Immediata la risposta della Cina. Pechino “si oppone all’abuso delle clausole sulla sicurezza nazionale che danneggerà seriamente i sistemi del commercio multilaterale e romperà l’ordine regolare del commercio internazionale”. Lo ha affermato il portavoce del ministero del Commercio Gao Feng, in merito alle istruzioni date dal presidente Usa per avviare un’indagine sull’import di automobili. La Cina ha ribadito che “difenderà con decisione” i suoi legittimi diritti e interessi in un altro fronte che sta per aprire con gli Stati Uniti sul commercio con l’ipotesi di dazi al 25%. “Seguiremo da vicino la situazione dell’indagine Usa e faremo una piena valutazione del suo possibile impatto, difendendo i nostri legittimi interessi”, ha assicurato Gao. Il nuovo contenzioso cade proprio mentre i produttori di auto di Pechino stanno guardando con sempre maggiore attenzione agli Stati Uniti come mercato potenziale del loro export.

Le ragioni di sicurezza sono gli stessi motivi con cui gli Stati Uniti hanno cercato di convincere – inutilmente – della bontà delle tariffe doganali pari a 25% sull’acciaio e al 10% sull’alluminio scattate il 23 marzo scorso con alcune eccezioni. La Ue, per esempio, ne è stata esonerata fino al primo giugno. Anche Canada e Messico non sono soggetti alla misura sui metalli importati in Usa mentre negoziano sul Nafta. Attualmente, sulla base delle regole dell’organizzazione mondiale del commercio, gli Usa impongono dazi del 2,5% sui veicoli leggeri e del 25% sui truck in arrivo su suolo americano da Paesi con cui gli Usa non hanno un’intesa commerciale.

La legge Usa permette a un presidente americano di agire sulle tariffe senza passare dal congresso. Si tratta del trade expansion act del 1962. In base a quella legge, un presidente può imporre dazi su tutti i paesi i cui prodotti importati in Usa pongono un rischio alla sicurezza nazionale americana. Trump – dopo iniziali indiscrezioni fatte circolare dal Wsj – ha detto di avere chiesto al segretario al commercio, Wilbur Ross, di valutare il ricorso a quella sezione e avviare dunque un’inchiesta sulle importazioni di auto, inclusi i truck, e di componentistica per le quattro ruote “per determinare i loro effetti sulla sicurezza nazionale”. Alla fine dell’indagine i nuovi dazi potrebbero essere adottati. “Industrie chiave come quella automobilistica sono cruciali per la forza della nostra nazione”, ha dichiarato il presidente in una nota.