Trump avverte l'UE sui dazi e minaccia tasse su auto e altro

È con un tweet che la commissaria al Commercio, Cecilia Malmström, ha confermato la posizione dell’UE nei confronti degli Stati Uniti, definendoli alleati. Come tale, quindi, deve essere esclusa dalle misure protezionistiche annunciate dal presidente Donald Trump. La Casa Bianca ha fatto sapere che durante un colloquio a 3 con il Giappone, Trump ha “sottolineato che la sua decisione è necessaria e appropriata per proteggere la sicurezza nazionale” e che i due leader “hanno discusso modi alternativi per rispondere alle preoccupazioni degli Usa“.


Malmström aveva dichiarato: “Ho avuto un confronto franco con gli Usa sul serio problema dei dazi. Essendo stretto partner sulla sicurezza ed il commercio degli Usa, l’Ue deve essere esclusa dalle misure annunciate. Non c’è ancora alcuna chiarezza sull’esatta procedura Usa per l’esenzione, le discussioni proseguiranno la prossima settimana”.


Inaspettatamente poi, il presidente Trump su Twitter chiude tutte le porte. “L’Unione europea è fatta di Paesi meravigliosi che trattano gli Usa molto male sul commercio, si stanno lamentando delle tariffe su acciaio e alluminio. Se lasciano cadere le loro orribili barriere e tariffe su prodotti Usa in entrata, anche noi lasceremo cadere le nostre. Grande deficit. Altrimenti tassiamo le auto, etc. Giusto!”

Ma in che modo tutto questo potrebbe riflettersi negativamente sull’economia italiana dal punto di vista dell’automotive? Per capirlo basta pensare ai primi undici mesi del 2017, quando il valore delle esportazioni di autoveicoli dall’Italia è ammontata a 22 miliardi di Euro, il 5,4% del totale esportato e risulta in rialzo del 13%. L’import di autoveicoli vale, invece, 30,5 miliardi di Euro (+10,4%), pari all’8,3% del totale importato in Italia. A novembre 2017, le esportazioni di autoveicoli hanno raggiunto un valore di 2,09 miliardi di Euro (+7,4%), rappresentando il 5,1% di tutte le esportazioni, mentre le importazioni di autoveicoli valgono 3,2 miliardi di Euro (+8,7%), pari all’8,9% di tutte le importazioni italiane. Gli Stati Uniti continuano a rappresentare, in valore, il primo paese di destinazione per l’export di autoveicoli dall’Italia, con una quota del 22,5%, seguiti da Francia e Germania, rispettivamente con una quota del 12% e dell’11%.

Ecco perché l’innalzamento di barriere ecomiche rappresenta un serio rischio per una delle parti più importanti dell’industria italiana.