La scena immortalata dalle telecamere del Tg3 rischia di far esplodere le polemiche: è quella che si è presentata agli occhi dei consulenti della procura di Milano che, insieme ai Pm, sono entrati nel capannone Rfi dello scalo di Greco dove sono conservati i tratti di binari sequestrati dopo la sciagura ferroviaria di Pioltello, che il 25 gennaio scorso causò la morte di tre donne e il ferimento di altre 46 persone.

Il tutto risale a giovedì 12: i binari si presentavano coperti da un telone di plastica nero dove, a causa delle piogge degli ultimi giorni, si erano già creati importanti accumuli d’acqua. La pioggia, infatti, come gli inquirenti hanno potuto constatare con i propri occhi, filtrava

nel capannone. I controlli sotto i teli hanno portato alla luce, secondo quanto dichiarato da un consulente della Procura, “evidenti segni di ossidazione recente”. Ruggine, per capirci.

Ora si cerca un nuovo luogo in cui stoccare il materiale sequestrato tra cui il “punto zero”, cioè dove il binario cedette e lo spessore di legno usato come rattoppo. Operazione che rischia di richiedere tempo e soldi.