Trasgredire il regime di mobilità limitata Covid19 fa rischiare multe e anche il sequestro dell’auto

Usare l’auto e muoversi in Italia senza la dovuta giustificazione, in regime di emergenza da Covid-19, può portare al sequestro dell’auto? Secondo le ultime interpretazioni di alcune Procure sul territorio, come Parma, pare di sì. Prossimamente verranno sciolti i dubbi a livello nazionale uniformando le disposizioni, ma al momento in alcune province del Bel Paese flagellato dal dramma sanitario, potrebbe capitare che a un automobilista colto in spostamento senza valida motivazione (info a questo link) si infligga questa pena aggiuntiva a quella già nota, penale.

AUTO SEQUESTRO. Senza entrare nei tecnicismi del tipo di reato e di come venga gestito ogni singolo elemento dello stesso (l’autore e lo strumento, ovvero l’auto) al momento basta sapere che una delle circolari di questo fine marzo, parla di sequestro preventivo del veicolo, circolante fuori dal proprio Comune, come cosa possibile. Ovviamente se non ci sono le dovute esigenze lavorative o situazioni di necessità (motivi di salute) dimostrate dall’automobilista. Sarà anche da vedere come tratteranno in caso le Procure, i passaggi formali dovuti per simili procedure che richiedono attivazioni, valutazioni prima di approvare e poi anche concludere l’iter.

In ogni caso, il sequestro dell’auto è un bel deterrente. Vista la situazione però, in cui tutti devono restare a casa e lavorare solo per determinati settori o condizioni, sarà da eseguire in modalità diversa dal solito. Per esempio, potrebbe essere che non arrivi un carro attrezzi e porti via l’auto presso il deposito dell’ente. Eliminare procedure e costi come quelli della classica rimozione e custodia a carico degli enti, fa presumere che sia lo stesso proprietario dell’auto a doversela “auto-sequestrare” ovvero tenerla bloccata al 100%. Pena, questa volta certa e pesante, divenire trasgressore di norme più serie di valenza penale. Se dopo essere stati “beccati” in giro con l’auto quando non si poteva e aver accettato di fermarla dopo il rientro a casa, capita una seconda trasgressione con lo stesso mezzo, posto sotto sequestro “casalingo” le pene salirebbero: reclusione fino a tre anni e multe fino a 516 euro.