Era facile prevederlo e alla fine è avvenuto: un pesante scambio di accuse tra il leader Pd Matteo Renzi e il candidato premier grillino Luigi Di Maio, entramb sotto la Mole per la campagna elettorale. Al centro della contesa: l’amministrazione di Chiara Appendino. Prima del segretario Dem , ad alzare il tiro, al Lingotto, nella convention Dem degli amministratori locali del partito, è stato Piero Fassino: : “Con questa amministrazione Torino è diventata una città che non ha idee e visioni e si sta compromettendo quello che questa città in 20 anni è riuscita a costruire. E siamo arrivati a una situazione mai vista prima con i revisori dei conti costretti ad andarsene”. L’ esito di queste elezioni è incerto, ammette ancora l’ex sindaco che invita a partire dalle esperienze degli amministratori Pd e “attenzione agli slogan : 1 vale 1 non significa uguaglianza ma è solo invidia sociale “.

Poi è salito in cattedra Renzi: “Per mesi e mesi si è parlato del buon governo dei Cinque stelle a Torino ma per prima cosa hanno tagliato sulla cultura. Noi non vogliamo fare polemica ma mostrare una diversità. Noi siamo gli amministratori che non falsificano i bilanci, non mettono cinque milioni in più a penna. E nella nostra città i revisori dei conti non si dimettono. Non possiamo stare sempre sulla difensiva facendo raccontare che sprechiamo i soldi pubblici, perché non è così. Se con me si fossero dimessi i revisori dei conti, ci avrebbero portato via”.

La risposta della sindaca torinese non si è fatta attendere:” Dopo gli ultimi “grandi” successi collezionati in politica, Renzi ha evidentemente deciso di sostituirsi ai magistrati, emettendo sentenze prima ancora della chiusura delle indagini, proprio mentre illustri esponenti del suo partito sono sotto inchiesta per il

Salone del Libro e non solo. Ci pensi due volte prima di accusarci”. Duro anche Di Maio: “Sono giorni che vedo utilizzareRoma e Torino contro di noi in campagna elettorale, anche il presidente del Consiglio è intervenuto in questa bagarre politica. Pensavo che Gentiloni avesse rispetto della sua figura istituzionale, invece è sceso nella mischia ad alimentare questa propaganda che serve soltanto per coprire le loro malefatte con le banche”