“Aspi ha comunicato al commissario Bucci l’impegno a pagare ponte di Genova, immobili sfollati e imprese e quanto ha distrutto con il crollo”. Lo riferisce il ministro ai Trasporti Danilo Toninelli su twitter. “Come avevamo detto non ricostruirà, ma pagherà. Ora – conclude – andiamo avanti su ogni fronte, concessione compresa”.

La situazione è in realtà un po’ più complessa. La nota di Aspi, intanto, lascia intuire che mancano ancora dei passaggi: “In relazione alle dichiarazioni del Ministro Toninelli circa la comunicazione inviata da Autostrade per l’Italia al Commissario Bucci sulle risorse per il Ponte Morandi, la società conferma di aver risposto alla richiesta di fondi da parte del Commissario, esprimendo riserve sugli importi richiesti, proponendo le modalità di erogazione degli stessi e, ricevuto un riscontro da parte del Commissario, riservandosi di portare all’approvazione del Consiglio di Amministrazione del prossimo 17 gennaio le suddette modalità”.

Quindi su alcune voci non c’è ancora un accordo completo anch se oggi il sindaco Bucci e l’amministratore delegato di Aspi Castellucci si sono parlati più volte al telefono.


La lettera che oggi Aspi ha spedito al commissario alla ricostruzione del viadotto Marco Bucci è la conclusione di un passaggio burocratico previsto dal decreto Genova. I costi di demolizione, ricostruzione, indennizzi ed espropri nel decreto andavano imputati ad Autostrade. Nelle ultime settimane la struttura commissariale si era incontrata con i tecnici di Autostrade ai quali alla fine è stato presentato un “conto” di 449 milioni iva compresa. Autostrade aveva 30 giorni di tempo per rispondere e lo ha fatto oggi.

Ciò non toglie che Autostrade ha presentato un ricorso al Tar con una doppia finalità: vedere riconosciuto il proprio diritto a ricostruire il ponte Morandi e anche, attraverso una possibile eccezione di incostituzionalità, la cancellazione del decreto Genova.

Aspi non ha però chiesto la sospensiva dei lavori affidati.

Come tutto questo possa conciliarsi con il pagamento dei 449 milioni lo si vedrà fra molti mesi quando la giustizia amministrativa si pronuncerà e , in base all’esito, Aspi deciderà le sue mosse che sono soprattutto finalizzate a non perdere la concessione autostradale ma che potrebbero anche portare al rifiuto di pagare interamente i costi di ricostruzione se più alti di quelli che la stessa Aspi aveva preventivato in caso fosse stata lei a gestire l’operazione.