MILANO – Il fondo Elliott conferma “pienosupporto” ad Amos Genish, e ribadisce che “non c’è alcun piano alternativo” a quello costruito dall’ad di Tim. “Elliott ha cercato di offrire idee costruttive per rafforzare il piano presentato da Genish – riporta una nota – non c’è un piano alternativo. Elliott e i suoi candidati indipendenti sostengono pienamente Genish e sono incoraggiati dal fatto che Genish si sia impegnato a rimanere in Tim per eseguire il piano con il sostegno del consiglio senza tener conto della sua composizione”.

Il fondo inoltre ritiene le sue proposte sullo scorporo della rete compatibili con le posizioni dell’ad Amos Genish e si dice disponibile a subordinare il ritorno al dividendo al conseguimento dell’investment grade da parte di Tim, in linea con la strategia del management. Sul tema della scorporo della rete, Elliott rileva “l’affermazione di Genish sulla possibilità di vendere una quota di minoranza mantenendo il controllo è ‘Ho detto agli investitori che siamo pronti ad aprire una quota di minoranza del capitale e a quotare la rete a patto che il futuro status regolamentare sia assicurato'”. Il fondo Usa, si legge nella nota, “ha fiducia nella capacità del management e di un board indipendente di valutare queste iniziative nell’interesse di massimizzare il valore per gli azionisti”.

Riguardo al tema del dividendo, “alla luce della prospettiva di Tim di raggiungere l’investment grade nel 2018, Elliott accetta l’importanza di raggiungere questo target prima di impegnarsi a pagare un dividendo”

L’INTERVISTA DI GENISH E LA PRECISAZIONE DI TIM

La precisazione arriva dopo che ieri Genish, in una intervista al Sunday Telegraph, aveva spiegato di essere pronto a un passo indietro in caso di sconfitta di Vivendi nella prossima assemblea del 4 maggio. IN serata però Tim aveva voluto precisare che il manager “ad oggi non ricopre il ruolo di AD, ma di semplice Amministratore dell’azienda oltre alla carica di Direttore Generale. Sarà il nuovo CdA, successivamente all’assemblea degli azionisti del prossimo 4 maggio, a nominare il CEO anche sulla base delle decisioni circa visione strategica e piano industriale”.