ROMA – La terra trema ancora e oggi l’ospedale di Amandola sta per essere evacuato in quanto dichiarato inagibile per problemi strutturali. Ulteriori verifiche effettuate ieri dai tecnici dell’Università di Pavia hanno riscontrato lesioni e problemi e classificato tutta la struttura come E. Sul posto si stanno recando il commissario Vasco Errani, il capo della Protezione Civile Fabrizio Curcio e il presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli.

Prime agibilità di edifici, e quindi prime ripartenze commerciali, invece fuori dalla ‘zona rossa’ di Norcia, dove comunque resta sempre inaccessibile il centro storico ed è evidente il colpo subito da un’economia basata su turismo, commercio e agricoltura. Tra chi, però, può

adesso riaprire c’è il Caffè Parigi, che ha sede lungo le mura, sul tratto esterno. L’okay è stato dato dai tecnici della protezione civile dell’Umbria e dai vigili del fuoco.

Intanto a Arquata del Tronto, epicentro del sisma del 24 agosto scorso, è arrivato Diego Della Valle per firmare il contratto destinato alla realizzazione di un nuovo stabilimento Tod’s in un’area sotto Pescara del Tronto: “Aprire già delle fabbriche significa dare un futuro a questa gente: è la medicina migliore”.

La sequenza sismica continua con un numero complessivo di scosse è pari a circa 23.300 dal 24 agosto. Alle ore 11 di oggi, 5 novembre, sono circa 663 i terremoti di magnitudo compresa tra 3 e 4, 41 quelli di magnitudo compresa tra 4 e 5 e 5 quelli di magnitudo maggiore o uguale a 5 localizzati dalla rete sismica nazionale dell’Ingv. Dopo l’evento del 30 ottobre, alle 7,40 ora italiana di magnitudo 6.5 sono stati localizzati complessivamente oltre 3300 eventi sismici.

Nelle ultime 24 ore un terremoto è stato localizzato in provincia di Rieti oggi alle ore 9,17, di magnitudo 3.6, nei pressi di Accumoli e Cittareale a profondità 12 km. Poco più di un’ora dopo una scossa con magnitudo 3,1 nel Maceratese, questa volta a una profondità di 9 km ed epicentro l’area intorno a Ussita, Visso e Castelsantangelo sul Nera, e lo stesso è stato intorno alle 11. La più forte, di magnitudo 3.8 è stata registrata, alle 12,05, dalla Rete sismica dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, in provincia di Macerata. L’evento è stato localizzato ad una profondità di 9 chilometri.

Sono tutte scosse che vanno a incidere ancor più su case ed edifici già danneggiati, moltissimi dei quali irrimediabilmente, e che finiscono con il crollare o con il costituire un ulteriore pericolo immediato per le squadre di tecnici ed operatori dei vigili del fuoco che sono al lavoro sul posto. Quindi si procede all’abbattimento con mezzi meccanici e allo sgombero delle strade.