Persone sono giunte anche dalle Marche, da Capodacqua (Arquata del Tronto). Tutti per manifestare, uniti, per dire: “Non siamo meno di Norcia o Amatrice, dove gli interventi sono stati più tempestivi”. Il dito è puntato sulle amministrazioni e sulle istituzioni, oggi assenti al sit-in. “Abbiamo invitato il sindaco. Dov’è? Perché non c’è? Chiediamo di essere informati regolarmente sullo stato dell’arte della situazione” lamentano i cittadini. “Dopo cinque mesi a Capodacqua non è stato ancora individuato il sito dove mettere le casette. Mentre a Norcia, dove il terremoto più grave è avvenuto in ottobre, le casette ci sono già. Tutte le amministrazioni devono fare qualcosa sul posto piuttosto che essere presenzialisti in tv”.

Tra le problematiche che evidenziano i partecipanti al sit-in anche lo spostamento delle macerie. “Qui a Grisciano ancora stiamo con le macerie. Ieri sono venuti con delle ruspe e ci hannno detto che le porteranno a Roma: è assurdo”. In altre frazioni invece le macerie sono ancora lì, ora coperte dalla neve. “Ora ci viene detto che con il maletmpo tutto si è bloccato, come se la neve da queste parti sia una sorpresa. Qui siamo in montagna: pensavano che cadeessero margherite in inverno?”.

“Siamo qui non per manifestare contro il governo perché ci hanno detto che le cose verranno fatte ma ora basta con le parole, bisogna fare, procedere con la rimozione delle macerie e con l’installazione delle casette” puntualizza una delle manifestanti. “Qui siamo in emergenza ma le cose procedono come se ci fosse una situazione di normalità”.

Un altro aspetto importante e vitale per il territorio, per cui non si può continuare a perdere tempo, è quella delle realtà imprenditoriali locali: “Qui la gente per non far morire gli animali e la produzione di prodotti locali, lavora nelle fattorie a meno 18 gradi. Servono interventi urgenti per salvare anche l’economia del territorio, un patrimonio che si rischia di perdere senza interventi”.