Il tumore alle ossa lo affrontava facendo leva su un’immensa forza interiore, Teresa Calvano. Con un hashtag che non aveva bisogno di spiegazioni – #fuckcancer – e post su Facebook in cui raccontava la lotta, gli sforzi continui, i momenti di debolezza e quelli di tregua.

Teresa Calvano, originaria di Andria, si è arresa alla malattia: è morta a 33 anni. Nel lungo periodo in cui ha affrontato il decorso dell’osteosarcoma non ha perso mai la forza di volontà: ha creato così “Anime belle”, una pagina Facebook che ha superato 14mila like e nella quale raccontava le piccole conquiste, i passi avanti e quelli indietro, le Tac e la chemioterapia, le cadute dei capelli.

Non aveva paura, e in un video su YouTube del 2016 aveva promosso il suo progetto, mostrandosi prima con una parrucca e poi togliendosela mentre con il sorriso diceva: “Io mi sento bella anche così”. E ancora: aveva ideato (T)urban wave, un’iniziativa nata in collaborazione con la onlus Onda d’urto, e che chiamava a raccolta le “donne oncologiche” volontarie perché realizzassero turbanti fashion.

“Un po’ di trucco, un look più colorato e il gioco è fatto”, scriveva Teresa Calvano il 31 dicembre. È la data del suo ultimo post, l’ennesimo atto di coraggio: “Spero in un futuro migliore e voglio stare più tempo possibile su questa terra – diceva rivolgendosi a quelle che lei stessa chiamava “anime” – questa vita l’amo assai”. La città di Andria le dà l’ultimo saluto l’11 gennaio, i funerali sono nella chiesa Santissima Trinità.

Sempre su Facebook, a fine novembre 2018, spunta un post della sorella: “Avere una sorella è una gioia a cui non è possibile rinunciare. Una volta entrata nella tua vita, ci resterà per sempre”. Ad accompagnarlo la foto di un tatuaggio, con l’impronta delle labbra di Teresa Calvano e la scritta: “Sii speciale”.