MILANO – Si allarga il differenziale di rendimento tra Btp italiani e Bund tedeschi nel giorno che potrebbe sancire la nascita di un governo tra M5s e Lega. Lo spread è in rialzo alle prime battute della giornata di mercati: si porta a 139 punti base dai 132 di ieri a fine giornata e tocca i livelli massimi degli ultimi tre mesi. Il rendimento del titolo decennale italiano è intorno all’1,95%, in ampliamento dall’1,88% di ieri sera.

Segnali di tensione che non sono comunque ancora preoccupanti, secondo gli addetti ai lavori, e confermano il clima clemente degli investitori in questa fase del ciclo. “La convulsa giornata politica di ieri ha prodotto un allargamento soltanto marginale del premio al rischio con la Germania”, annotavano stamane gli economisti di Intesa Sanpaolo a commento delle recenti evoluzioni dello spread. Da valutare la reazione degli investitori anche attraverso l’andamento dell’asta del Tesoro che oggi offre Bot annuali per 6,5 miliardi.

I listini europei sono cautamente positivi. Milano apre piatta, Londra sale dello 0,2%, Francoforte dello 0,3% e Parigi cede lo 0,07%.

Prosegue la stagione delle trimestrali a Piazza Affari e in giornata si segnalano i conti delle Poste e di Unicredit. Richemont, il colosso del lusso svizzero, ha intanto raggiunto il 94,99% delle azioni ordinarie di Yoox Net-A-Porter, al termine dell’Opa che si è chiusa ieri: si è “avverata la condizione di livello minimo di adesione e che la soglia del 90% del capitale sociale ordinario di YNAP è stata superata”. Nel nuovo assetto, per il fondatore Federico Marchetti, Ynap con Richemont “sarà imbattibile”.

La Borsa di Tokyo ha chiuso in leggero rialzo, rinvigorita, dopo diverse sessioni negative, dall’andamento di Wall Street e dall’indebolimento dello yen. Alla fine delle contrattazioni l’indice Nikkei ha guadagnato lo 0,39% (+88,30 punti) a 22.497,18 punti mentre l’indice più ampio Topix ha chiuso in rialzo dello 0,27% (+4,71 punti) a 1.777,62 punti. Ieri sera, Wall Street ha chiuso positiva con il Dow Jones a +0,7% e il Nasdaq che è salito dell’1%. Positivo il comparto energetico grazie alla risalita del prezzo del petrolio dopo la mossa di Trump contro l’Iran.

Salgono infatti le quotazioni del petrolio sull’onda delle tensioni internazionali con l’annuncio delle rinnovate sanzioni americane a Teheran. I contratti sul greggio Wti con scadenza a giugno guadagnano 61 centesimi e passano di mano a 71,74 dollari al barile. Il Brent guadagna lo 0,8% a 77,82 dollari al barile. Tensioni che spingono anche l’oro che guadagna lo 0,1% a 1.314 dollari l’oncia.

La giornata macroeconomica prevede la produzione industriale in Italia e in Gran Bretagna; nel Regno Unito è atteso anche il dato relativo alla bilancia commerciale. Dagli Usa arrivano i sussidi alla disoccupazione e l’indice dei prezzi al consumo. La Bank of England decide in materia di politica monetaria e la Bce pubblica il Bollettino economico. In Cina l’inflazione ha frenato ad aprile. L’indice dei prezzi al consumo è cresciuto nello scorso mese dell’1,8% su base annua. Crescono invece per la prima volta in sette mesi i prezzi alla produzione in Cina, che il mese scorso hanno segnato un incremento dello 0,3% rispetto al mese precedente, arrivando al 3,4% poco sotto le aspettative di una crescita al 3,5%.