Accedere con SPID alla dichiarazione dei redditi in parte precompilata dall’Agenzia delle Entrate: funziona. Dopo qualche esitazione iniziale, ieri mattina, a causa del sovraccarico dei server, il servizio è online e tutto fila liscio, come abbiamo potuto verificare.

D’altronde, come abbiamo scritto qualche giorno fa, ormai il fisco ha reso disponibili via web e tramite SPID tutte le operazioni. Così, se si vuole risparmiare tempo e denaro, si possono consultare, integrare e spedire con un click il modello unico dei redditi per dipendenti e lavoratori autonomi e il 730-2018 per pensionati e lavoratori dipendenti.

La piattaforma è stata resa ancora più usabile. Le informazioni mostrate sul monitor sono esaustive e quest’anno si sono aggiunte quelle relative alle rette per gli asili nido, oltre a spese sanitarie, funebri, tasse universitarie, detrazioni fiscali per ristrutturazioni e riqualificazione energetica delle case. C’è inoltre la novità della destinazione delle imposte versate l’anno scorso. Cioè ogni cittadino può verificare nel dettaglio quale somma ha contribuito a versare personalmente per previdenza e assistenza sociale, sanità, difesa, istruzione, servizi della pubblica amministrazione, trasporti, contributi al bilancio europeo, ambiente, cultura, interessi sul debito pubblico, eccetera. Il pdf le elenca tutte e poi le trasferisce su un grafico a torta.

Destinazione imposteDestinazione imposte
Ecco come il fisco ha distribuito le tasse che hai pagato

“Nella speranza di fare cosa gradita – c’è scritto nell’introduzione – Agenzia delle Entrate desidera fornirti alcune informazioni con l’obiettivo di essere ancora meglio al servizio tuo e dell’intera comunità. Una pagina informativa con cui puoi avere la sintesi di come lo Stato ha destinato le imposte relative alla tua dichiarazione dei redditi 2017, per l’anno fiscale 2016. Contribuire alla propria comunità è essenziale, ma riteniamo lo sia anche avere la consapevolezza, per rispetto del cittadino prima ancora che del contribuente, di come vengano utilizzate le risorse fiscali”.

Lo SPID, cioè il sistema pubblico per l’identità digitale, non è (ancora) l’unico strumento per accedere alla dichiarazione precompilata e agli altri servizi fiscali. Restano attivi sia il PIN, rilasciato dall’Inps e dall’Agenzia, che il NoiPA in uso ai dipendenti pubblici. In futuro (non si sa quando) potremo usare SPID dappertutto, per i servizi pubblici, per quelli di pubblica utilità (energia elettrica, gas, telecomunicazioni, eccetera) e persino per gli acquisti digitali.

Per ottenere SPID bisogna essere maggiorenni ed avere un documento di riconoscimento, la tessera sanitaria con codice fiscale, un indirizzo e-mail valido e un numero di telefono. Ci si può registrare a scelta, sul sito di uno degli 8 gestori di identità digitale (Aruba, Infocert, Poste, Sielte, Tim, Register.it, Namirial, Intesa) e seguire i vari step per l’identificazione.

Tutte le modalità di registrazione e tutte le possibilità per poter ottenere SPID sono disponibili su www.SPID.gov.it/richiedi-SPID.