I finanzieri hanno accertato che i prezzi non rispettavano le offerte del circuito commerciale di cui fa parte il punto vendita: si parla di incrementi anche fino a oltre il 200 per cento rispetto a quanto dettato dal marchio. La lista è lunga: dalle arance ma anche la bottiglia di olio di oliva che invece di 3,59 euro finiva nello scontrino a 5,45 euro, o la passata di pomodoro che, da listino sotto all’euro, ne costava 1,66.

Veniva venduto al doppio del prezzo il prosciutto (23,90 al chilo invece di poco meno di 15 come da volantino), caffè e persino il cibo per i gatti. E nel negozio non c’era alcun volantino che permettese al cliente di fare il confronto: l’unica possibilità era farlo tramite i siti internet della catena, cosa che hanno in effetti fatto i finanzieri constatando l’imbroglio, compiuto all’oscuro della casa madre Conad.