Netflix si è affermata in pochi anni nel settore delle produzioni televisive con prodotti mainstream ad alto budget, riuscendo quasi sempre a fare centro in termini di audience e critica. Serie facili da seguire e che offrono un alto livello di intrattenimento per ogni palato, fruibili in ogni parte del globo e che fan leva su immagini e costumi della cultura pop. Ma non sono le sole presenti sul catalogo.

Certamente con meno clamore, il colosso dell’entertainment investe anche in prodotti locali provenienti da tutto il mondo, facendo valere una certa diversità narrativa e culturale (in Italia ad esempio è in lavorazione la serie TV di Suburra). Nella terra del Sol Levante avevamo già visto qualche mese fa Midnight Diner: Tokyo Stories, un prodotto quasi intimo, che fa leva sul cibo e la sua capacità di creare o sanare legami umani. In maniera simile, Samurai Gourmet si basa ancora una volta su questo aspetto affascinante del Giappone moderno, ma si concentra su un singolo e atipico personaggio invece che sugli avventori di una locanda.

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Takeshi Kasumi è un normalissimo sessantenne che ha appena ottenuto la tanto agognata pensione aziendale. Tutto ciò che ha fatto per 38 anni è stato svegliarsi, prendere il treno e stare in ufficio fino a sera, senza avere particolari interessi extra lavorativi. Ora che il suo dovere è finito, si ritrova a vivere senza uno scopo ben preciso. Istintivamente decide di dedicare il suo tempo libero alla scoperta di nuovi piatti da buongustaio e riscoprire quelli della sua infanzia. Spesso si ritrova a combattere le sue insicurezze e paure con l’aiuto di un misterioso samurai errante del passato che gli mostra la via da seguire mediante visioni ad occhi aperti.

Lo show fa di questa semplicità di fondo il suo marchio: ogni puntata è slegata dalle altre, rendendo possibile una visione in piccole dosi. Le avventure quotidiane di Kasumi non colpiscono nel segno né verranno ricordate a lungo, ma possono funzionare egregiamente come piacevole passatempo. Normali passeggiate nei quartieri della città di Ono si trasformano in occasioni per provare nuovi sapori e stringere amicizia con dei commensali, oppure ritrovare la tavola calda della giovinezza e farsi sommergere dai ricordi dell’infanzia.

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Il protagonista rappresenta quella fetta della popolazione giapponese ancorata a tradizioni ora quasi del tutto scomparse e che si ritrova ora a vivere in una società nettamente divisa e piena di contraddizioni, come dimostra il confronto con la sua attivissima e indipendente moglie Shizuko o con la giovane nipote Masako che vuole perseguire i suoi sogni. Il cibo diventa uno strumento per la narrazione in grado di connettere le persone a tavola e portarle al confronto, per discutere sulle abitudini alimentari ma anche di altro.

Quando si tratta di cucina, la presentazione del piatto è un elemento importante per la degustazione. Samurai Gourmet propone per questo una fotografia ovattata e dai colori caldi allo scopo di esaltare ogni ricetta che Kasumi proverà, anche se si tratta di una umile crocchetta di pollo. In anni recenti questa categoria è stata definita food porn, a seguito del famoso hashtag lanciato sui social network. Attenti a non vedere questa serie se siete a dieta, il vostro stomaco vi odierà.

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Lungo le sue 12 puntate lo show propone uno spaccato della vita e della popolazione giapponese, visti con gli occhi di un uomo comune, passando da piccoli rituali quotidiani a situazioni imbarazzanti con sconosciuti. Nei prodotti nascosti del catalogo Original Netflix, Samurai Gourmet è sicuramente uno dei più meritevoli, che vi offrirà un’esperienza catartica e rilassante dopo una giornata di stress.