«Volevo portare i soldi a mamma per comprare la bombola del gas, a casa fa freddo. Ho fatto l’elemosina ma la gente m’ha dato solo questo, guarda». Il 23enne, in bilico sul parapetto di ponte Tazio, a poca distanza da piazza Sempione, apre il taschino del giubbotto e tira fuori non più di 40 centesimi: è disperato. Minaccia di lanciarsi nell’Aniene: «Voglio farla finita», ripete più volte. Sul posto si raduna una piccola folla di passanti. Cercano di farlo ragionare e di evitare il peggio in attesa dell’arrivo della polizia.

È da poco scoccata la mezzanotte di giovedì 11 gennaio. Luca Mattei, un impiegato 31enne, sta tornando a casa a piedi. Nota la scena e corre ad aiutare il ragazzo. Si avvicina al parapetto e lo afferra per un braccio, mentre il 23enne continua a minacciare il suicidio. Prova a convincerlo con una scusa a girare il corpo verso la strada e a scendere la parapetto. «Gli ho detto: “Vieni con me – racconta a Repubblica Mattei – andiamo a prenderci qualcosa da bere, offro io, così mi spieghi tutto”».

Ma il giovane non vuole saperne, non rivela neppure il suo nome. Seguono 15 minuti di grande tensione. «No, non vengo – esclama il 23enne – non bevo, non fumo. Mia madre ha detto che è orgogliosa di me, perché ho fatto l’elemosina per comprare la bombola». Forse la delusione per non essere riuscito a raccogliere la cifra utile a garantire il riscaldamento della casa lo ha indotto a tentare di togliersi la vita. La mano di Luca è ferma. Continua a stringere l’avambraccio del giovane uomo finché a un certo punto il 23enne non si lascia convincere e scende dal muretto. Nel frattempo arrivano cinque

pattuglie del reparto volanti della polizia e lo portano definitivamente in sicurezza. Gli agenti cercano di tranquillizzarlo e riescono a farlo salire sull’ambulanza. Mentre un altro passante, commosso dalla scena, apre il portafogli e consegna al 23enne i 20 euro necessari ad acquistare la bombola di gas per la madre.

«Sembrava un film – esclama Mattei – E invece no, è la vita. La vita difficile di alcune persone purtroppo è tutta vera».