Il mondo di Hob

Hob

Dopo il successo di Torchlight, Runic Games ritorna con un nuovo e interessante gioco, ricco di fascino e mistero.

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Runic Games riesce a portare finalmente Hob su PC (Steam e GOG) e PS4. Dopo il successo dei due capitoli di Torchlight, la software house statunitense si lancia in un progetto del tutto diverso: un gioco platform e d’azione che si porta avanti a colpi di spada e risolvendo enigmi ambientali.

Le immagini di Hob sono potenti e ricche di stile. Si percepisce al primo sguardo che il mondo immaginifico creato dai ragazzi di Runic Games sta per trasportarci in un luogo fantastico. O almeno, lo era, prima che una strana epidemia infettò tutto e tutti gettando il mondo in rovina.

È qui che ha inizio l’avventura, con i primi istanti di gioco che ci vedono risvegliati da un guardiano di metallo nei panni di un misterioso robot con il mantello. Nelle prime fasi, che fungono anche da tutorial ai comandi base, impariamo a nostre spese gli effetti dell’epidemia. Infatti il braccio del protagonista viene a contatto con la strana sostanza rosastra e il guardiano protettore accorre in nostro aiuto amputando il braccio. Il protagonista si risveglia con l’arto sostituito dal braccio-guanto del guardiano.

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Lascia che siano le immagini a parlarti

Una delle caratteristiche peculiari di Hob è la sua narrativa senza dialoghi e testi. La comunicazione è tutta basata sui gesti e sull’interazione con le forme di vita presenti sul pianeta. Sono le immagini e i suoni a raccontarvi la storia.

Propria questa sua peculiarità, unitamente alla struttura e al mondo di gioco, avvicinano la creazione di Runic Games a una sorta di ibrido fra Zelda, ICO e Shadow of the Colossus. Un grande pregio della produzione, nonostante l’utilizzo di un tipo di narrazione rischiosa, è quello di farci sentire da subito parte integrante di un mondo affascinante e misterioso. Come se, al di là delle nostre azioni, fossimo il pezzo di un ingranaggio più grande.

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Il gameplay di Hob spinge il giocatore a esplorare l’ambiente circostante, saltare sulle piattaforme e capire in che modo avanzare, tirando leve, attivando generatori e schiacciando pulsanti. Il pianeta stesso è come un grosso rompicapo che a noi tocca risolvere e mettere a posto.

Gli enigmi ambientali non sono mai troppo complessi, così come le abilità richieste nel salto per passare da una piattaforma all’altra. Entrambe le fasi sono ben bilanciate, penalizzate in alcune situazioni solo da una telecamera non sempre perfetta, ma a gratificare di più è il level design degli ambienti. Il paesaggio andrà a modificarsi costantemente di pari passo con le nostre azioni, aprendo nuove aree da scoprire ed esplorare.

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