ROMA – Da venditore ambulante, di origine marocchina, a Cavaliere della Repubblica italiana: Mustapha è stato decorato da Mattarella per aver salvato una dottoressa dalla furia omicida di un italiano a Crotone. E da cittadina rumena venir insignita della prestigiosa onorificenza della nostra Repubblica è una bella emozione anche per Roxana, che si è rifiutata di lasciare il suo bar alla violenza dei Casamonica, a Roma. Sono due dei nuovi eroi del 2018, 33 uomini e donne che nell’anno che si chiude hanno fatto il nostro paese migliore, con piccoli grandi gesti di coraggio contro il razzismo, per la solidarietà, l’accoglienza, il volontariato e la difesa della cultura, dell’ambiente, della salute. Al fianco degli altri, delle persone in difficoltà o in pericolo. E tanti di questi eroi per caso sono italiani di adozione, immigrati che si sono trasformati in custodi della nostra stessa legalità e dei valori che a volte gli italiani “veri” perdono per strada. Il presidente Mattarella li ha premiati con la croce dell’Omri, l’onorificenza al merito, e da oggi possono fregiarsi a secondo dei casi del titolo di cavaliere, o ufficiale, o commendatore della Repubblica italiana.

Come Mustapha El Aoudi, 40 anni (Crotone), venditore ambulante diventato ora appunto Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana per aver salvato la vita ad una dottoressa aggredita in ospedale, senza che nessun intervenisse, “per il coraggio e l’altruismo con cui, a proprio rischio – recita la motivazione – è intervenuto in difesa di una donna violentemente aggredita”. Cittadino marocchino, in Italia dal 1990. È un venditore ambulante. Il 4 dicembre scorso è intervenuto in difesa di Nuccia Calindro, una dottoressa dell’ospedale “San Giovanni di Dio” di Crotone, aggredita violentemente (e gravemente ferita) da un uomo che l’accusava della morte della madre. Solo grazie all’intervento di Mustapha l’aggressore è stato fermato dalla polizia e portato in Questura.

Ed è invece rumena un altro nuovo cavaliere della Repubblica, Roxana Roman, 34 anni (Roma), “per il suo contributo nell’affermazione del valore della legalità”. E’ la proprietaria del bar “Roman Roxana”, nel quartiere Romanina dove, il giorno di Pasqua 2018, due appartenenti al clan dei Casamonica hanno aggredito il marito Marian Roman e una cliente disabile. Gli aggressori hanno distrutto gli arredi del locale e costretto a tenere chiusa l’attività commerciale per due giorni a causa delle continue minacce. Dopo la coraggiosa denuncia da parte dei coniugi Roman, nuove minacce, con “l’ordine” da parte dei Casamonica di ritirare la denuncia. Ma alla fine i due nipoti nel boss sono stati presi. “La mia denuncia – dice ora Roxana – è stato un gesto normale. Nel quartiere la paura c’ è sempre, è lo strumento dei Casamonica per avere più potere”. Ogni tanto un cliente le dice sottovoce che ho fatto bene a denunciarli, e qualcun altro le racconta di essere stato una loro vittima, “ c’è tanta gente per bene che vuole cambiare ma serve una nuova mentalità che parta da tutti noi”.

Italiano è invece Igor Trocchia, 46 anni (Bergamo), allenatore del Pontisola, che ha ritirato la sua squadra dal campionato Esordienti per gli insulti razzisti al suo giovanissimo centravanti di colore, un ragazzino del Burkina Faso di 13 anni. A fine partita Trocchia si accorge che il suo giocatore rifiuta di dare la mano all’avversario e chiede spiegazioni. Quando i calciatori del Pontisola raccontano al mister l’episodio, Trocchia decide di dare subito un segnale forte: “Giochino gli altri, noi ce ne andiamo”.

E in difesa di un ragazzo dello Sri Lanka è intervenuta, a Napoli, Maria Rosaria Coppola, 62 anni, che nel novembre scorso con la Circumvesuviana tornava dal lavoro dalla sede Rai della città (dove fa la sarta). Con una risposta ferma e coraggiosa all’aggressore che ha poi fatto il giro del web, dove il video del suo intervento è diventato virale: “Tu non sei razzista. Sei stronzo”.

Sono i volti di un’Italia che non si volta dall’altra parte e che non si arrende all’indifferenza. Tante storie a lieto fine. Come quella dei coniugi Crippa che, vicino a Trento, hanno adottato otto orfani etiopi, i cui genitori sono rimasti vittima della guerra civile: uno di quei ragazzi Yemen, diventato agente di polizia, ora ha regalato all’Italia la medaglia di bronzo conquistata negli Europei di Berlino, in agosto. O come l’incredibile “grande madre d’Italia”, con 125 figli: cinque sono suoi, gli altri nel corso degli anni le sono stati dati in affidamento dai tribunali. Anche Germana Giacomelli, 71 anni, Mantova, è nella pattuglia dei nuovi cavalieri d’Italia.

Dove c’è posto anche per gli atti di eroismo sul campo, come nell’operazione di soccorso dopo l’incidente del 6 agosto sul raccordo autostradale di Casalecchio: Riccardo Muci, 32 anni, agente della polizia stradale di Bologna, è rimasto gravemente ferito il 6 agosto sul raccordo autostradale di Casalecchio di Reno per mettere in salvo gli automobilisti. Rimasti intrappolati nella tempesta di fuoco in seguito alla collisione tra mezzi pesanti che ha provocato l’esplosione di una autocisterna che trasportava GPL, uccidendo una persona e ferendone 140.

Fabio Caramel, 26 anni (di Marcon, Venezia), ha ricevuto la croce al merito dell’Omri per “aver testimoniato in prima persona il valore e la responsabilità della scelta di donare il midollo”. Calciatore dilettante dello Spinea, squadra del veneziano, nel febbraio scorso ha scelto di saltare una partita importante, contro la squadra capolista del campionato dilettanti, per donare il suo midollo spinale ad una donna malata.

E ad un altro giovane calciatore, di cui era il padre, Vincenzo Castelli, 63 anni (Roma), medico, ha deciso di dedicare una fondazione per la ricerca sul pronto soccorso. Lui, medico specializzato in allergologia, presso l’Ospedale Vannini di Roma, che ha visto il figlio Giorgio morire stroncato da un arresto cardiaco mentre si allenava nello stadio di Tor Sapienza nel 2006. Dopo la morte del figlio ha creato, insieme alla moglie Rita e agli altri due figli Alessio e Valerio, la Fondazione di ricerca scientifica Giorgio Castelli, il cui obiettivo è contribuire alla lotta alle malattie cardio-vascolari attraverso la promozione e divulgazione della cultura dell’emergenza e del primo soccorso.

E per restare nel mondo dello sport, ecco la storia di Ilaria Galbusera, 27 anni (Bergamo), diventata Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana per “l’impegno e la passione con cui fa dello sport uno strumento di conoscenza e inclusione delle diversità” Capitano della Nazionale Femminile Volley sorde, medaglia d’argento ai Deaflynmpics 2017, Giochi dedicati agli atleti sordi. Lavora in banca e si sta laureando all’Università Cattolica di Milano. Ha una sordità congenita ereditaria ed è cresciuta fra due mondi: mamma udente e papà sordo. In occasione dei Deaflympics, fra social e siti, instagram e post su facebook cominciò a girare un video: una squadra con la maglia azzurra che “canta” l’Inno d’Italia nella lingua dei segni.

Fra i nuovi eroi italiani anche il barese Marco Ranieri e il suo Food Sharing battezzato “Avanzi popolo 2.0”. Lotta alla povertà attraverso il recupero di cibo in eccesso. Il sito serve a condividere con chi ne ha bisogno il cibo che rischia di finire sprecato o buttato perché scaduto. Dall’idea iniziale di scambio tra privati si è passati al recupero e ridistribuzione di alimenti provenienti da imprese o eventi che ne hanno in eccedenza. Altra idea vincente nella gara della solidarietà è il “bibliomotocarro” per portare la cultura nei posti dove i libri non arrivano. Una trovata di Antonio La Cava, maestro in pensione di Matera, che da 20 anni porta libri nei paesi senza librerie. Gli è stato riconosciuto il titolo di Commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana “per l’impegno profuso, nel corso della sua vita, nella promozione del valore della cultura”.