a ecomondo

Se tutti gli oli vegetali esausti generati in Italia fossero recuperati come biodiesel, oltre ai benefici ambientali, si otterrebbe un risparmio sulle importazioni di petrolio (82 US/barile) pari a circa 112 milioni di euro

8 novembre 2019


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I supermarket raccoglieranno gli oli vegetali usati. Il Conoe, Consorzio nazionale di raccolta e trattamento degli oli e grassi vegetali e animali esausti e Federdistribuzione, l’organizzazione che riunisce la maggioranza delle aziende della Distribuzione moderna organizzata. Promuovere la raccolta degli oli vegetali usati e sensibilizzare i cittadini alla corretta raccolta sono questi gli obiettivi del protocollo d’intesa firmato a Ecomondo fra il Conoe, il Consorzio nazionale di raccolta e

trattamento degli oli e grassi vegetali e animali esausti, e Federdistribuzione, l’organizzazione che riunisce la maggioranza

delle aziende della distribuzione moderna organizzata. Prevista anche una campagna di educazione ambientale per informare i cittadini e i produttori dei rischi causati dalla cattiva gestione e dei vantaggi derivati dall’avvio a recupero di questo rifiuto.

Il potenziale della raccolta domiciliare: 166mila tonnellate

Nel 2018 sono state prodotte 260mila tonnellate di oli vegetali esausti, 94mila dai settori professionali e 166mila da attività domestica. Finora solo un quarto degli scarti casalinghi arriva alle bioraffinerie. Tutto il resto viene disperso nell’ambiente o finisce nei lavandini. Recuperando la produzione domestica, che è il 64% del totale, si incrementerebbe un ciclo già virtuoso: nel corso del 2018 il Conoe ha raccolto 76mila tonnellate di oli esausti, derivanti principalmente da attività professionali, di cui il 90% viene già avviato a rigenerazione per la produzione di biodiesel, un combustibile vegetale non tossico che può essere utilizzato come carburante per autotrazione in sostituzione o miscelato con carburanti di origine fossile, riducendo il contributo di emissioni di CO2 nel settore dei trasporti.

Il risparmio: 112 milioni di euro

Se tutti gli oli vegetali esausti generati in Italia fossero recuperati come biodiesel, oltre ai benefici ambientali, si otterrebbe un risparmio sulle importazioni di petrolio (82 US/barile) pari a circa 112 milioni di euro.

L’iniziativa può « contribuire a migliorare le performance di raccolta degli oli vegetali esausti – ha spiegato il presidente del Consorzio, Tommaso Campanile – un capitale che i cittadini non sanno di avere nelle loro case e che purtroppo viene ancora scarsamente raccolto». Si tratta di «un ulteriore tassello nell’importante percorso verso la sostenibilità intrapreso da Federdistribuzione e dalle sue imprese associate», ha detto il Presidente di Federdistribuzione, Claudio Gradara.

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