Prove di ripartenza

Un nuovo decreto, dopo il 20 aprile, con risorse “molto più consistenti” dei 25 miliardi già stanziati per rimediare ai danni del Coronavirus. E nuove regole per allentare il lockdown <b></b>e consentire ad altre filiere di riaprire fabbriche e negozi

12 aprile 2020


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Vittorio Colao (Ansa)

3′ di lettura

Un nuovo decreto, dopo il 20 aprile, con risorse “molto più consistenti” dei 25 miliardi già stanziati per rimediare ai danni del Coronavirus. E nuove regole per allentare il lockdown e consentire ad altre filiere di riaprire le fabbriche e ad altri negozi di rialzare le serrande.

Sono i due fronti su cui si muove il governo per preparare la fase 2 che, sul fronte economico, potrebbe vedere già un rilancio degli investimenti pubblici con lo sblocco dei cantieri per ponti e strade, oltre a nuovi aiuti per gli affitti e un pacchetto per sostenere i Comuni a rischio casse vuote mentre i 600 euro per gli autonomi saranno finalmente in arrivo dopo

Pasqua.

Per gestire le riaperture l’esecutivo si è affidato alla nuova task force guidata da Vittorio Colao e appena insediata a Palazzo Chigi, che già subito dopo Pasqua dovrà iniziare a studiare dati e modelli per trovare il punto di equilibrio tra gli appelli alla cautela del mondo scientifico, preoccupato dal rischio del riacuirsi del contagio, e il pressing incessante di imprese e commercianti che chiedono di ripartire al più presto, per evitare il collasso dell’economia. Sul tavolo gli esperti troveranno già le analisi e i contributi di vari istituti, a partire dall’Inail e dall’Inapp, ma anche dalla Banca d’Italia.

La ripresa delle attività

Escludendo sanità e alimentari, i lavoratori più a rischio, quelli che più difficilmente possono mantenere distanze adeguate dai clienti, sono oltre 1 su 4, circa 6 milioni e mezzo, a partire da insegnanti e addetti degli asili nido e delle scuole per l’infanzia, passando per i baristi e i negozianti di scarpe. Bar e ristoranti, così come una serie di servizi alla persona come parrucchiere ed estetisti, saranno con ogni probabilità gli ultimi a ripartire. Ma Confesercenti, facendo leva sulle nuove indicazioni per i negozi aperti (dai guanti per fare la spesa, alle pulizie almeno due volte al giorno fino agli ingressi scaglionati) chiedono con forza che si possano riaprire anche altre attività, visto che da inizio anno si sono già persi 45

miliardi.

I protocolli di sicurezza

Le aziende, lamenta poi Confidustria Toscana unendosi di fatto all’appello degli industriali del Nord dei giorni scorsi, sono i luoghi “più sicuri dove stare” visti i protocolli“più rigidissimi” applicati. Proprio il protocollo sulla sicurezza dei lavoratori, siglato all’inizio della serrata delle fabbriche con imprese e sindacati, che andrà rivisto alla luce delle nuove aperture, potrebbe essere tra i capitoli sotto esame per la task force, che ha avviato una prima call in giornata per iniziare a scambiarsi le prime idee e per buttare giù un piano di lavoro per le prossime settimane. Ma bisognerà aprire, come ha ricordato il ministro delle Infrastrutture Paola De Micheli, anche il capitolo trasporti pubblici, non solo per stabilire nuove regole per la sicurezza di lavoratori e passeggeri – che magari saranno obbligati alle mascherine per salire a bordo di treni, aeri, bus e metropolitana – ma anche nuova organizzazione del lavoro, per evitare ore ‘di punta’ e mezzi strapieni.