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«Qui non manca la merce, mancano i lavoratori». Gli operatori della logistica attivi tra Pavia, Lodi (dove sono concentrati i Comuni della “zona rossa”), Cremona e Piacenza lanciano un grido d’allarme. La paura innescata dal coronavirus rischia di paralizzare il cuore della regione logistica milanese, nel quale sono collocati che lavorano, direttamente o per conto terzi, con i grandi marchi della distribuzione organizzata, della farmaceutica, dell’alimentare e dei beni di largo consumo. E oggi quei magazzini sono a corto di manadopera perché colpiti da un tasso elevatissimo di assenteismo, proprio per la paura dei lavoratori di restare contagiati dal virus cinese.

La “zona rossa”Spiega Fabrizio Dallari, docente di Logistica alla Liuc Università Cattaneo di Castellanza: «Il triangolo Pavia-Lodi-Cremona-Picenza è un’area strategica perché considerata baricentrica rispetto ai mercati di sbocco. I magazzini di importanti aziende quali per esempio Amazon, Ikea, Oviesse e Unieuro hanno scelto la provincia di Piacenza quale localizzazione baricentrica privilegiata per la distribuzione della merce in tutta Italia».

Galbani (gruppo Lactalis) «ha grande magazzino proprio a Casalpusterlengo, in piena “zona rossa”». e nel Lodigiano – continua Dallari – «la maggior parte dei magazzini sono di operatori logistici che lavorano per conto terzi. Faccio un esempio: Havi logistics, che ha un grande magazzino a Massalengo, in provincia di Lodi, gestisce tutta la logistica di McDonald’s e anche le forniture per grandi aziende della ristorazione e del catering». Carrefour ha due poli logistici sui confini con la zona rossa (Chignolo e a Massalengo), attualmente operativi, ma sta già lavorando a un piano di contingency nel momento in cui uno dei due dovesse entrare in quarantena.

Altri esempi: Eurodifarm, tra le imprese leader nel trasporto di farmaci, ha un grande magazzino a Casalmaiocco (Lodi); il corriere espresso Dhl dispone di magazzini a Corteolona e Piacenza; Stef Italia, tra le più grandi aziende in Europa per il trasporto e lo stoccaggio di prodotti di largo consumo fresco e a temperatura controllata (yogurt, salumi), è basata con i suoi magazzini a Casaletto Lodigiano. «In questo territorio – continua il docente della Liuc – la concentrazione di attività logistiche per lo stoccaggio e la distribuzione della merce è tra le più elevate di tutta la regione logistica milanese, che va da Novara a Brescia includendo a Sud Piacenza ed è al servizio del sistema economico del Nord Italia. Possiamo definire la regione logistica milanese il principale polo di generazione e attrazione di merci da/per l’Italia».

Il polo lodigianoRestringendo l’analisi alla sola provincia di Lodi, secondo uno studio della Camera di commercio di Milano, Monza-Brianza e Lodi sono una settantina le imprese lodigiane che si occupano in specifico di magazzinaggio e attività di supporto ai trasporti, l’1,3% circa del totale lombardo. In generale il settore dei trasporti e della logistica conta 463 imprese attive (il 2% regionale) che si concentrano in particolare a Lodi (69 attività di cui 17 nel magazzinaggio) e Casalpusterlengo (34 di cui 8). Seguono Sant’Angelo Lodigiano e Codogno, il focolaio dell’epidemia, rispettivamente con 29 e 23 imprese.