Non vuole rispondere a domande sul governo in costruzione. Ma usa parole forti contro lo Stato “che manda i suoi scagnozzi a togliere la casa agli imprenditori che fa fallire”. Luigi Di Maio prima di andare ad Aosta si ferma per una visita simbolica a Sergio Bramini, imprenditore diventato quasi un’icona per il Movimento 5 Stelle e la Lega, tanto che qui domani ci sarà anche Matteo Salvini.

Bramini era un imprenditore che è fallito per crediti non riscossi dallo Stato, domani arriveranno a sfrattarlo dalla sua villette alle porte di Monza. A lui dice Di Maio entrando in casa: “Questo potrebbe essere uno degli ultimi incontri che facciamo prima di andare al governo”. Sul punto promette: “Dobbiamo saldare i debiti con le aziende, quest’uomo vuole che lo Stato lo paghi per quello che ha fatto. Il primo principio che possiamo assicurare è che lo Stato deve saldare i suoi debiti”.

Assicura il capo politico dei 5 Stelle che era accompagnato da altri esponenti pentastellati. Prima di lui erano arrivati, fra gli altri, i parlamentari Gianmarco Corbetta e Gianluigi Paragone: “Servono soldi per rilanciare le imprese,

lo abbiamo scritto chiaramente”, nel contratto con la Lega. E lancia “un messaggio per tutta l’Europa: ci sono persone che soffrono e che vengono prima di tutto”.

Sulla faticosa costruzione del governo dice: “Stiamo ragionando sul nome del premier. Dobbiamo ancora dirimere alcune cose ma sono sicuro che troveremo una soluzione, sono fiducioso perché creata la base di governo il chi non sarà un problema”.