di Tullio Calzone

domenica 19 marzo 2017 01:13

I PIANI DI LOTITO – L’unica cosa di cui non avrebbe avuto bisogno questa straordinaria Serie B è il buferone in Lega esploso per la successione ad Abodi, operazione diventata complicata non solo per l’enorme lavoro di valorizzazione della categoria effettuato dal manager capitolino che aveva generato il terzo mandato e amplissimi consensi. E’ stata l’irruzione di Claudio Lotito a rendere lo scenario incandescente e, come raccontano dettagliatamente le voci di dentro, ai limiti di una furiosa colluttazione fisica.

SERIE B SPACCATA – Eh sì, perché le smisurate ambizioni personali dell’incontenibile patron della Lazio, oltre a porre sotto la lente d’ingrandimento il noto scoglio delle multiproprietà, rischia di spaccare la categoria di fronte ai problemi veri. A cominciare dalle modifiche alla legge Melandri e all’ulteriore riduzione delle risorse che ne derivano con vincoli che potrebbero far evaporare del tutto i residui benefici della mutualità. Intanto, il blitz di Lotito in Lega, ha prodotto per sabato un’Assemblea che dovrebbe eleggere il nuovo presidente che, come tale, avrebbe diritto a sedere in Consiglio federale. Ma sarà così?

L’ALTRO SCENARIO – Molto più probabile che le 22 cadette, ormai divise, non si ritrovino tutte all’appuntamento imposto e che il piano evapori per la mancanza del numero legale con il rischio del “tutti contro tutti” e di un commissariamento poi sì davvero dietro l’angolo. A meno che la situazione non decanti e si trovi una soluzione condivisa, magari ad aprile.

IL CALCIO DELLA GENTE – Intanto, il calcio vero, quello giocato e lontano dalle incomprensibili logiche del Palazzo, continua a produrre belle storie. Come quella della Spal che allunga le mani sulla A, una categoria dalla quale il club manca da mezzo secolo. Semplici non sembra conoscere limiti: si sbarazza del fastidioso Carpi di Castori e resta in testa, raddoppiando il vantaggio dal 3º posto, portato da +2 a +4 punti. E anche la B delle imprese impossibili, come quella del Trapani di Calori che, ultimo in classifica, sbriciola un Bari irriconoscibile e pieno di sè per credere ancora nella salvezza, una chimera diventata realtà.