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“Si apre uno spiraglio“. Indiscrezioni dell’agenzia AdnKronos riferiscono di una trattativa positiva tra Giuseppe Conte e Matteo Renzi. “La soluzione della crisi di governo sembra più vicina”. Voci, nessun dettaglio, a poche ore dalla conferenza stampa del pomeriggio in cui il leader di Italia Viva dovrebbe annunciare le dimissioni delle sue ministre Teresa Bellanova e Laura Bonetti e ufficializzare la spaccatura nella maggioranza.

“In prima linea per evitare lo showdown, raccontano fonti di governo, ci sarebbero anche il segretario dem Nicola Zingaretti e il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, grillino terrorizzato dal ritorno al voto anticipato, ma in imbarazzo pure con la temeraria operazione Mastella indicata da Conte come via d’uscita. Italia Viva, si spiega, “aspetta un segnale“, un atto da parte del premier prima delle 17.30. A Palazzo Chigi starebbe lasciando lavorare gli sherpa della maggioranza, anche se un incontro con i leader non è ancora in agenda. Ma si assicura che sono stati fatti “grossi passi in avanti” per scongiurare la crisi. Come e su cosa non è ancora dato sapere. Si possono solo fare congetture. Conte ha ceduto su molti punti del Recovery Plan, e nonostante tutto ha incassato da Bellanova e Bonetti l’astensione. Renzi infatti aveva rilanciato chiedendo il Mes, una provocazione per i 5 Stelle. Ovvio allora pensare, anche se tutti negano (compreso Renzi, che a Cartabianca ha gettato il sasso, “mi è stato offerto di tutto”, e tirato indietro la mano), a un “rimpastone” con proposta indecente e irrinunciabile all’ex sindaco di Firenze. Nell’ultimo confronto con Conte, scrive un retroscena del Corriere della Sera, si sarebbe parlato del possibile ruolo di Renzi come rappresentante italiano alla Nato, un suo vecchio pallino (insieme a quello di diventare ministro degli Esteri). Renzi aveva sdegnosamente rifiutato (“Non decidi tu, ma Biden“). Chissà che ora non abbia cambiato idea e accetti la lusinga.