ROMA – Giampiero Mughini racconta la sua amicizia ultratrentannale con Marina Ripa di Meana, “intelligentissima e squinternata”, scomparsa oggi a Roma.

Qual era la caratteristica principale di Marina?

“A parte la bellezza e il glamour e la straordinaria abilità nell’usare ogni strumento della comunicazione di massa, è la donna più intelligente che io abbia conosciuto senza essere colta, se per colta si intende che abbia studiato, frugato, approfondito”.

Dicono che più che intelligente fosse furba.

“No, no, no. Marina era intelligente e poi sapeva disbrigarsi benissimo nella società dello spettacolo, bisogna averla frequentata non sui palcoscenici, dove lei aveva costruito un personaggio che gestiva e che amministrava. Bisogna averla frequentata in privato, e guardata negli occhi. E allora il dubbio se fosse o no intelligente moriva subito”.

È vero che nei suoi libri tendeva un po’ ad abbellire la verità, a ingigantire determinati episodi? Con una certa difficoltà a distinguere cio che non è vero e ciò che è realmente accaduto?

“Il confine fra ciò che è vero e ciò che è verosimile in questo mondo presente è crollato completamente. Parliamo di un mondo in cui vanno per la maggiore personaggi da due soldi cui non affiderei nemmeno il mio cane da portare a spasso. Diciamo che il confine fra il vero e il possibile nel caso della biografia di Marina era strettissimo”.

Perché ogni volta che usciva un suo libro si diceva che glielo avesse scritto o riscritto qualcuno?

“Sempre i libri vengono editati, hanno un editor. Nelle opere di Marina ciò che veramente conta, il succo, era integralmente suo”.

In che misura era tormentato il suo rapporto con la figlia Lucrezia?

“Io non auguro a nessuno al mondo di essere figlia di Marina. Lucrezia ha vissuto in modo squassante questa rivalità con una madre la cui eccezionalità massmediatica era irraggiungibile. Con Marina non c’era gara”.

Quanto ha influito negativamente sul rapporto con la figlia la scelta di Marina e Carlo Ripa di Meana di adottare il loro assistente e segretario Andrea Cardella? Per lei è stato uno schiaffo?

“No assolutamente, nessuno schiaffo perché non si toglieva nulla a Lucrezia mente si riconosceva ad Andrea quello che è stato il suo ruolo: il collante di una coppia – miei amici carissimi – in cui è difficile dire chi dei due fosse il più squinternato”.

Cosa le lascia Marina?

“La certezza che è stata per 35 anni la più grande amica della mia vita. Un’amica di grandissima affidabilità, sottigliezza, generosità”.

La sua bellezza l’ha mai turbata?

“Certo la sua bellezza era sotto gli occhi di tutti. Ma un mio principio fondamentale è sempre stato: non mettere mai gli occhi sulla donna di un amico”.

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Carlo come ha preso la morte della moglie?

“Non so neanche se glielo abbiano detto. Non credo che reggerebbe”.

Lei sapeva della storia della sedazione assistita?

“No, non ne so assolutamente niente”.