Si allarga ancora l’inchiesta su tangenti e appalti in Lombardia. Con almeno altri tre imprenditori, iscritti nel registro degli indagati. E uno il leader degli industriali lombardi, Marco Bonometti. Il presidente di Confindustria Lombardia entrato marted pomeriggio al Palazzo di Giustizia di Milano, come persona informata sui fatti. E ne uscito, diverse ore dopo, con l’accusa di finanziamento illecito. Secondo i pm della Direzione distrettuale antimafia di Milano, l’imprenditore, alla guida anche dell’azienda Officine meccaniche Rezzatesi nel bresciano, avrebbe corrisposto ad un politico, candidato alle prossime elezioni europee, 31mila euro.

Un’uscita, giustificata formalmente, secondo la ricostruzione degli inquirenti, con un breve testo scritto. Una sorta di consulenza, per camuffare – secondo l’ipotesi investigativa – un finanziamento illecito ad un politico. Un meccanismo riscontrato in almeno altri due casi, dai pm milanesi, che in questi giorni stanno ascoltando numerosi imprenditori e professionisti, andati a bussare alle loro porte, pronti a raccontare altri pezzi del “sistema” di appalti, nomine pilotate e tangenti, ricostruito intorno soprattutto all’ex coordinatore di Forza Italia a Varese, Gioacchino Caianiello, tra i 43 raggiunti da ordinanza di custodia cautelare la settimana scorsa.

Anche il leader di un’altra azienda, infatti, avrebbe pagato 40mila euro, per una consulenza, ancora una volta di poche pagine. E anche in questo caso, scattata l’iscrizione nel registro degli indagati, per finanziamento illecito.

Per ore, marted 14 maggio il presidente di Confindustria Lombardia stato ascoltato dai pm, Silvia Bonardi, Adriano Scudieri e Luigi Furno, insieme all’aggiunto Dolci, che il giorno prima avevano interrogato anche il governatore della Lombardia, Attilio Fontana, indagato per abuso d’ufficio in un altro fronte, la nomina dell’ex socio di studio, Luca Marsico. “Non il figliol prodigo, fino a quando gli abbiamo garantito uno stipendio – commenta Caianiello, intercettato al telefono con l’assessore all’ambiente Raffaele Cattaneo – stato in Forza Italia. Adesso glielo garantisce il suo padrone o socio”.

Ma soprattutto il fronte degli imprenditori il filone investigativo, che sta sempre pi prendendo corpo, alimentato dalle dichiarazioni spesso anche autoaccusatorie di titolari di aziende, entrati in questa rete, creata intorno ad alcuni politici di Forza Italia. Un fronte nuovo, in un’inchiesta destinata ad allargarsi ancora, concordano in tanti nei corridoi della Procura.

© Riproduzione riservata