MILANO – Il livello di deficit al 2,4% sul Pil messo per iscritto dal governo dal Def e ribadito in ogni modo a Bruxelles potrebbe non essere intoccabile. Lo ha detto il ministro dell’Interno Matteo Salvini, intervistato dall’Adnkronos: “Penso nessuno sia attaccato a quello, se c’è una manovra che fa crescere il Paese può essere il 2,2, il 2.6… non è problema di decimali, è un problema di serietà e concretezza”.

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Parole di apertura, benchè più sfumate, arrivano da casa 5 Stelle. “Il Presidente Conte ha tutto il nostro sostegno. Come abbiamo sempre detto il tema non è il muro contro muro sul deficit, su cui c’è sempre stato pieno dialogo”, spiegano fonti pentastellate. “Non difenderemo i numerini ma i cittadini. È essenziale che gli italiani possano trovare lavoro grazie al Reddito di cittadinanza e possano andare in pensione con quota 100. Queste misure e la platea individuata restano uguali.”

Il ministro ha invece eslcuso un impossibile slittamento dell’entrata in vigore di quota 100, il meccanisimo che permetterebbe di andare in pensione con 62 anni e 38 di contributi, per diminuire le risorse necessarie, da dedicare invece alla riduzione del deficit o a maggiori investimenti. “Io credo che già da febbraio i primi italiani possano usufruirne. E dico febbraio perché se la manovra l’approvi entro fine dicembre ci vuole il tempo tecnico di far partire la macchina”. “Gli aventi diritto son 600mila – ha rimarcao Salvini – noi mettiamo a disposizione di questi 600mila una possibilità, se poi la coglieranno in 500mila o 200mila non lo so, sicuramente in tanti l’aspettano come una salvezza”. L’Ufficio Parlamentare di Bilancio, l’autorità indipendenti sui conti pubblici, ha chiarito alcune settimane fa che benché la platea potenziale dei beneficiari sia di circa 437 mila persone, e che le risorse stanziate assicurano il pensionamento anticipato di circa la metà di questo nucleo, dal momento che il governo ipotizza che non tutti gli aventi diritto decisano di usufruire del nuovo strumento.

La riforma della Fornero, ha indicato inoltre il vicepremier, libererà “posti di lavoro, dunque si crea maggior ricchezza e maggior lavoro”. “Ovviamente è tutto verificabile mese per mese -risponde alla domanda se ci sia disponibilità a inserire dei correttivi in corsa se le riforme scritte dal governo giallo verde non dovessero funzionare – la disponibilità c’è, ma noi siamo sicuri che funzionerà”.

Intanto, secondo quanto hanno fatto sapere fonti di governo, sarebbe slittato a domani il Slitta a domani sera il vertice sulla manovra inizialmente previsto per questa sera tra il premier Giuseppe Conte, i vicepremier Luigi Di Maio e Matteo Salvini e il ministro dell’Economia Giovanni Tria.