MILANO – Cambiano forma il congedo di maternità e il bonus diciottenni. Secondo quanto stabilito da un emendamento approvato alla Manovra per le future mamme sarà possibile restare al lavoro fino nono mese prima del parto, utilizzando per intero i cinque mesi del congedo per il periodo successivo. Per scegliere questa opzione servirà però il via libera del proprio medico.

Nel testo si spiega che “è riconosciuta alle lavoratrici la facoltà di astenersi dal lavoro esclusivamente dopo l’evento del parto entro i cinque mesi successivi allo stesso, a condizione che il medico specialista del Servizio sanitario nazionale o con esso convenzionato e il medico competente ai fini della prevenzione e tutela della salute nei luoghi di lavoro attestino che tale opzione non arrechi pregiudizio alla salute della gestante e del nascituro”.

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Il cambiamento ha provocato la reazione della Cgil. “La maternità non si sostiene facendo scomparire l’obbligo di astensione dal lavoro prima della nascita, così non si garantisce la libertà alle lavoratrici, né tantomeno si tutela la salute della gestante e quella del nascituro. Per queste ragioni l’emendamento alla manovra della Lega dedicato alle politiche della famiglia, approvato dalla commissione Bilancio della Camera, va immediatamente modificato”, ha dichiarato in una nota, Loredana Taddei, responsabile Politiche di genere della Cgil nazionale. “Quanto proposto – incalza la dirigente sindacale – mina la libertà delle donne, soprattutto di quelle più precarie e meno tutelate, che in Italia, purtroppo, sono sempre più numerose e rischierebbero così di trovarsi di fronte a veri e propri ricatti del datore di lavoro”.

Non è però l’unica novità dell’emendamento sui temi familiari approvato nella notte. Viene aumentato da 1000 a 1500 euro l’importo annuo del bonus destinato all’iscrizione ai figli agli asili nido. La misura viene estesa al 2021 mentre a partire dal 2022 – si spiega – l’importo del buono spettante a decorrere dall’anno 2022 è determinato, “nel rispetto del limite di spesa programmato e in misura comunque non inferiore a 1.000 euro su base annua, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri”.

Stretta invece per il bonus cultura per i diciottenni.