MILANO – L’offerta pubblica di Atlantia e la Acs di Florentino Perez, attraverso la tedesca Hochtief, si ferma al 79% del capitale. Oggi la Consob spagnola, ha comunicato i risultati dell’Opa che si è chiusa con buone adesioni, ma non abbastanza per ritirare il titolo dal mercato. L’obbiettivo era quello di ritirare Abertis dalla Borsa di Madrid, dato che tra le altre cose il gruppo detiene in portafoglio circa l’8% di azioni proprie.

Ad ogni modo, secondo gli esperti di Equita, l’operazione garantisce al gruppo che fa capo alla famiglia Benetton una miglior diversificazione all’estero e una struttura più efficiente del debito. Secondo Equita, l’acquisizione di Hochtief-Abertis, permette ad Atlantia di far scendere il margine in Italia dal 72% al 50%, facendo salire quello in Francia al 13% e quello in Spagna/America Latina al 12%. Sotto il profilo del debito, invece la leva sale a 5 volte il rapporto debito/ebitda, ma il costo scende sotto il 2% (era al 3,1% nel 2017).

Secondo gli esperti, l’alleanza con Acs/Hochtief è positiva per il gruppo guidato da Giovanni Castellucci perché avere un socio spagnolo, aiuterà Atlantia a ridurre il rischio politico quando scadranno le concessioni nella penisola Iberica. I patti parasociali tra i due gruppi scadranno tra 10 anni, creando una convergenza di interesse quando scadranno le concessioni di Aumar-Acesa (che rappresentato il 20% dell’ebitda). Senza contare che l’acquisto di una quota del 24% di Hochtief (2,4 miliardi) ha permesso di raggiungere anche un accordo commerciale con Acs/Hochtief, che prevede per Atlantia e Abertis la possibilità di individuare i progetti green fields (ovvero le nuove infrastrutture da costruire da zero), in cui investire al fianco del colosso tedesc.o