MILANO – Dopo le grandi sorprese di Brexit e di Donald Trump, le previsioni dei sondaggisti e dei mercati sono state rispettate nel primo turno delle elezioni francesi: la vittoria di Emmanuel Macron, in vantaggio di oltre due punti percentuali sull’antieuropeista Marine Le Pen, viene giudicata sufficientemente rassicurante in vista del secondo turno del 7 maggio. Un margine di vantaggio, unito all’immediata indicazione di Fillon di votare per il candidato di En Marche!, che sembra rasserenare sulla prospettiva di una stabilità per l’Unione europea. “I sondaggi indicano Macron davanti a Le Pen in vista del secondo turno”, scrivono a caldo dallo staff macroeconomico di Abn Amro. “Una presidenza Macron è ora altamente probabile. La sua agenda di riforme e consolidamento dei conti è ‘market friendly'”, aggiungono dalla banca olandese suggerendo che “i titoli di Stato francesi, l’euro e la propensione al rischio trarranno beneficio da questo primo turno, sebbene il mercato già scontasse parte dell’esito e le reazioni potrebbero essere limitate”.

L'euro vede i massimi da cinque mesi dopo il voto in Francia. Borse Ue viste in netto rialzo

Il balzo dell’euro a seguito del primo turno francese, poi in parte rientrato

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ll primo effetto visibile sui mercati finanziari è stato in effetti il rafforzamento dell’euro nei confronti del dollaro, con la divisa unica capace di raggiungere i massimi da cinque mesi con un balzo del 2 per cento in area 1,1 dollari. La valuta europea ha poi moderato il rialzo portandosi in area 1,087 dollari (da 1,07 di venerdì). L’apprezzamento dell’euro sullo yen è arrivato a quota 119,50. I future sui mercati azionari europei sono in forte rialzo.

L’oro (bene rifugio per eccellenza, acquistato a piene mani in momenti di incertezza) ha perso il suo appeal alle notizie provenienti da Parigi, cedendo lo 0,7% in area 1.275 dollari l’oncia. Altro segnale di distensione è arrivato dai rendimenti dei titoli di Stato americani (anch’essi un porto sicuro in giorni di tensione), che risalgono. Dalle sale operative, nota Reuters, l’attenzione si sposta già verso le rinnovate scaramucce tra Corea del Nord e Usa, mentre gli Stati Uniti hanno necessità di licenziare la legge sul rifinanziamento delle attività amministrative per non incorrere nel loro congelamento (“shutdown”) dal prossimo 29 aprile.

Alla Borsa di Tokyo, l’indice Nikkei segna un rialzo dell’1,29%. Diverso il discorso sul mercato cinese, dove c’è stato un crollo azionario in scia alle preoccupazioni degli operatori per la stretta in vista sulle operazioni di trading a leva nell’obiettivo governativo di ridurre i rischi finanziari. La Borsa di Shanghai perde l’1,6%, quella di Shenzhen sfiora il -2%. Venerdì, Wall Street ha chiuso in calo frazionale, mentre il presidente Trump ha parlato in un’intervista di un prossimo piano per un taglio “enorme” delle tasse. La settimana è stata comunque positiva, con il maggior balzo degli ultimi due mesi (+0,5% per il Dow Jones nell’ottava).

Stabile il petrolio, con il barile di Wti che scambia in area 50 dollari al barile e il Brent a quota 52 dollari.

Al di là delle reazioni al voto francese, l’agenda italiana si concentra sul referendum di Alitalia dal cui esito dipende – come hanno detto molti esponenti politici – la sopravvivenza della compagnia. In arrivo c’è poi l’indice Ifo sulla fiducia dei tedeschi.