C’è anche il nome di Matteo Salvini nelle 68 pagine della misura cautelare del gip Piera Bossi che ha portato all’arresto del sindaco di Legnano, Gianbattista Fratus, del suo vice Maurizio Cozzi e dell’assessore alle Opere pubbliche Chiara Lazzarini.

È proprio quest’ultima che – intercettata mentre parla al telefono con l’assessore al Personale, Letterio Munafò – fa il nome del segretario del Lega. Che allo stato non risulta indagato. Il ministro dell’Interno viene citato perché era a conoscenza degli accordi elettorali per le ammiistrative nella città in provincia di Milano. “Siccome negli accordi elettorali che ho preso con Guidi per il ballottaggio gli avevo detto che se mi appoggiava, accordi che ha preso a livello regionale con Guidi, Alli … eeeeh come si chiama Musella e Salvini, avrebbe dato un posto a Guidi”, dice Lazzarini.

Il riferimento è per Martina Guidi, figlia di Luciano Guidi, candidato sindaco alle amministrative 2017 per la lista civica Alternativa Popolare. Al secondo turno aveva appoggiato Fratus, che grazie ai mille voti di Guidi vinse al ballottaggio. L’accusa per il sindaco, che non rientra nella misura cautelare di stamane, è per corruzione elettorale: in cambio dei mille voti di Guidi ha fatto nominare la figlia del politico nel cda di Aemme Linea Ambiente. “Quindi diciamo che è stata nominata la figlia di Guidi?”, dice Munafò a Lazzarini. “Sì, per scelta”, replica l’assessora. Per gli investigatori si tratta di una conversazione che “chiariva definitivamente le reali motivazioni sottese alla nomina di Guidi Martina, e dunque i termini dell’accordo illecito”.

Scrive il gip: “Emerge con evidenza il pactum sceleris” che il sindaco Fratus avrebbe concordato con Guidi, candidato come sindaco nella lista Alternativa Popolare e lista Civica, in previsione del ballottaggio per le amministrative del giugno 2017. “Le risultanze investigative – continua il giudice – permettevano di disvelare e comprovare ex post l’accordo correttivo tra Fratus e Guidi in forza del quale il primo, a fronte dell’appoggio della lista capeggiata da Guidi in sede di ballottaggio, si sarebbe impegnato a ricompensarlo, una volta eletto, assegnandogli un incarico in seno ad una società pubblica”.

Promessa “che effettivamente veniva mantenuta in quanto il 24 ottobre 2018 la figlia di Guidi, Martina, veniva nominata membro del cda della società Aemme Linea Ambiente”, azienda a capitale interamente pubblico, con la funzione di gestire i servizi legati all’igiene ambientale, “su determinazione dello stesso Fratus che imponeva le dimissioni dell’incarico il precedente consigliere Miriam Arduin”.