Nell’osservare questi dati Marco Abate, prorettore per la Didattica dell’Università di Pisa, sottolinea che siamo di fronte a «un’espansione analoga a quella avvenuta con qualche anno d’anticipo per la data science». E aggiunge: «Fino al 2014 erano presenti solo due lauree triennali, a Genova e Palermo, dedicate all’analisi dei dati, che è la versione baby della data science. I primi corsi veri di data science – aggiunge – compaiono nel 2015, a Roma Sapienza e a Torino. Nel 2016 se ne aprono altri due, a Padova e Milano Bicocca; e dal 2017 comincia l’esplosione». Dai 10 di quell’anno si passa infatti a 20 nel 2018 e a 29 nel 2019. Con la possibilità molto concreta di arrivare a 35 corsi quest’anno dedicati all’analisi dei dati (lauree triennali) o alla scienza dei dati (lauree magistrali).

La scommessa sulla sostenibilità

Rilevante infine appare anche l’andamento dei corsi green, sebbene più altalenante rispetto ai casi appena citati, con le nuove attivazioni che per un po’ sono state controbilanciate da altrettante chiusure. Si parte nel 2011 con 17 corsi e là più o meno si resta su quei livelli fino al 2014. L’anno dopo inizia la crescita al ritmo di 2/4 lauree l’anno. Così da giungere a quota 37 corsi nel 2019/2020. E l’anno prossimo potrebbero aggiungersene altre 22. Grazie anche al fatto di essere un «argomento trasversale per eccellenza, sviluppato com’è all’interno di classi di area agraria, alimentare, biotecnologica, biologica, chimica, economica, ingegneristica, turistica e sicuramente me ne sfugge qualcuna», è il commento di Abate.

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