La Fondazione Agnelli d un’altra spallata al “passaparola” per scegliere la scuola giusta. Arricchendo il suo portale Eduscopio di un’informazione in pi che le famiglie sono solite reperire in base ai “si dice”: il tasso di severit dei docenti. L’edizione 2018, che online da stamattina, aggiunge la percentuale di diplomati in regola ai parametri gi utilizzati per calcolare il grado di preparazione all’universit o l’indice di occupabilit di tutte le scuole italiane. Pi alta, pi l’istituto punta a essere inclusivo; pi bassa, pi vuole essere selettivo. Mettendoli a confronto in un’unica schermata. Informazioni che torneranno buone a chi dal 7 al 31 gennaio – le date sono state indicate dal Miur – sar chiamato a iscrivere i propri figli al nuovo anno scolastico.

IN VETTA

I licei che preparano meglio all’universit e gli istituti tecnici che aprono le porte del lavoro. (Fonte: Eduscopio 2018 Fondazione Agnelli)

A questa novit Eduscopio da quest’anno ne aggiunge anche un’altra: tra gli indirizzi monitorati si aggiungono i Licei scientifici delle scienze applicate e i Licei delle scienze umane – opzione Economico sociale. Per il resto, il portale della Fondazione diretta da Andrea Gavosto ricalca lo schema precedente. Sia nelle due “missioni” peculiari che chiamato a svolgere: tastare la capacit di licei e istituti tecnici di preparare e orientare gli studenti a un successivo passaggio agli studi universitari; valutare la capacit di istituti tecnici e istituti professionali di preparare l’ingresso nel mondo del lavoro per quanti, dopo il diploma, non intendono andare all’universit. Sia nella modalit di consultazione e navigazione.

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Il passaggio all’universit

Complessivamente sono stati analizzati 707.827 diplomati nei loro percorsi universitari al primo anno da immatricolati (anni accademici, dal 2013/2014 al 2015/2016). Immaginiamo di essere a Milano, per esempio, e vogliamo conoscere il miglior liceo classico che prepara all’universit entro un raggio di 10 Km da casa. Ebbene, secondo Eduscopio 2018, i primi della lista sono nell’ordine: l’Alexis Carrel, il Sacro Cuore, il Giovanni Berchet (in quest’ultimo istituto i diplomati in regola sono il 66% – in entrambe le altre scuole, non statali, si supera l’80%). Per quanto riguarda lo scientifico, la nuova classifica del portale della Fondazione Agnelli, sempre a Milano ed entro i 10 km dall’abitazione, vede in testa l’Alessandro Volta e il Leonardo Da Vinci. Passando a Torino, i licei classici che “forniscono” pi studenti agli atenei sono il Cavour e il Vincenzo Gioberti; per i licei scientifici spiccano il Galileo Ferraris e il Valsalice. Riscendendo lo stivale in direzione Firenze, i “migliori” quattro licei sono il Dante Alighieri e il Michelangiolo per il classico, e il Leonardo da Vinci e il Niccol Machiavelli tra gli scientifici. Nella classifica troviamo anche istituti tecnici, a Roma, per esempio, spiccano il Bachelet, indirizzo economico, e il Boaga, indirizzo tecnologico. Le scuole tecniche, nonostante il loro chiaro intento professionalizzante, mostrano anche una discreta percentuale di ragazzi che prosegue negli studi, in media uno su tre; peraltro in ripresa, dopo la recessione.

Gli sbocchi occupazionali

L’analisi delle migliori scuole che preparano al lavoro stata invece svolta su un campione di 554.701 diplomati di istituti tecnici e professionali. Due le fonti dei dati utilizzati, l’anagrafe nazionale degli studenti del Miur, e le comunicazioni obbligatorie del ministero del Lavoro (le scuole sono state comparate su due indicatori, percentuali diplomati occupati e coerenza tra studi e impiego). Anche qui, proseguendo a scendere lungo lo stivale, a Napoli, per esempio, e sempre entro i 10 km dall’abitazione, i migliori tecnici, edizione 2018, sono il Francesco Saverio Nitti, il Giuseppe Moscati, l’Andrea Torrente, il Marie Curie e il Santa Lucia. Tra i professionali Eduscopio 2018 segnala il San Giorgio, il Ferraioli, e l’Alfonso Casanova.

Gli obiettivi di Eduscopio

Finora sono stati 1,2 milioni gli utenti che hanno visitato il portale (+8,4% sul 2017) e 5,2 milioni le pagine consultate. A  ricordarlo Gavosto che lo definisce uno strumento democratico per quelle famiglie che non possono contare su reti sociali e culturali forti. Non c’ dubbio che rappresenti un utile complemento delle informazioni a disposizione di studenti e famiglie – sottolinea Daniele Checchi, economista all’universit di Milano ed esperto di education -. Se da un lato “Scuola in Chiaro” del Miur e in particolare il rapporto di autovalutazione forniscono un quadro esaustivo dell’attuale funzionamento di una scuola, esso tuttavia insufficiente in riferimento ai risultati scolastici. Eduscopio fornisce invece un dato pi aggiornato e comparativo di due esiti che stanno molto a cuore: l’occupabilit dei diplomati, tenuto conto che una frazione degli stessi prosegue all’universit. Si tratta ovviamente di misure imperfette, che mescolano qualit della formazione impartita e selettivit sociale del corpo discente. Ma dal momento che l’alternativa disponibile il “sentito dire” vale a mio parere il principio che un po’ di informazione meglio di nessuna informazione.

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