MILANO – Ore 9.25.L’Italia resta osservata speciale dei mercati e in mattinata lo spread parte al rialzo ma poi ripiega a 283 punti posizionandosi in calo rispetto alla chiusura di ieri, con il rendimento dei nostri titoli decennali al 2,72%. Sullo sfondo le tensioni tra Movimento 5 Stelle e Lega, con il ministro dello Sviluppo Economico Di Maio che ieri sera a Porta a Porta ha assicurato: “Noi non voteremo mai una legge di bilancio che faccia aumentare il debito pubblico. Dobbiamo abbassare il debito pubblico aumentando le condizioni di vita degli italiani”. Una risposta alle dichiarazioni di Matteo Salvini, che alcuni giorni fa aveva detto di essere pronto a non rispettare le regole europee sui conti pubblici, a partire dal tetto del 3% nel rapporto deficit/Pil.

L'andamento dello spread nell'ultimo mese

L’andamento dello spread nell’ultimo mese

A livello mondiale domina la scena ancora lo scontro commerciale tra Usa e Cina. Ad alimentare le tensioni ha contribuito ieri il presidente Usa Donald Trump con la decisione di firmare un ordine esecutivo, dichiarando “un’emergenza nazionale” per le minacce poste dalle società di telecomunicazioni estere, a partire dal colosso cinese Huawei. Un messaggio che apre la strada di fatto al divieto per le società Tlc Usa di servirsi di prodotti Huawei.

Una nuova offensiva che si è fatta sentire in mattinata sui listini asiatici, tutti in calo, con Tokyo che ha concluso gli scambi a -0,59%.

Analoga debolezza si registra in Europa: Milano cede lo 0,23%, Londra perde lo 0,11%, Francoforte lo 0,23% e Parigi lo 0,21%. Sul mercato dei cambi, l’euro è invece poco mosso e passa di mano a 1,1207 dollari e a 122,64 yen.

Tra i dati economici attesi in giornata il dato definitivo sull’inflazione ad aprile, dopo che la lettura preliminare aveva visto i prezzi crescere dell’1,1% su base annua e dello 0,2% su base mensile.

In rialzo le quotazioni del petrolio, condizonate delle tensioni politiche tra Usa e Iran ed in medio Oriente. I contratti sul greggio Wti con scadenza a giugno guadagnano 41 centesimi a 62,43 dollari al barile. Il Brent sale di 38 centesimi a 72,15 dollari. Stabile l’oro, a 1296 dollari l’oncia.