Lasciami Andare è un romanzo di genere fantascientifico scritto da Katie M. Flynn e edito in Italia da Frassinelli. La storia raccontata nel romanzo è autoconclusiva e molto accattivante per la tematica trattata, cioè una società che vive da anni in quarantena a causa di una pandemia globale. In questo mondo, fatto di un rigidissimo lockdown e mascherine protettive, i rapporti umani sono ridotti al minimo.

Lasciami Andare è il romanzo d’esordio di Katie M. Flynn, insegnante e scrittrice statunitense, laureata in scrittura creativa, che vive a San Francisco. La Flynn, prima di approdare in libreria con Lasciami Andare (titolo originale The Companions) è comparsa su molte riviste letterarie, tra cui Colorado Review, Indiana Review, The Masters Review eTin House, con i suoi racconti brevi.

La trama di Lasciami Andare

Lasciami Andare è ambientato nel futuro dove una pandemia globale ha costretto la popolazione terreste a vivere all’interno delle proprie case e ridurre i rapporti umani al minimo. Le case in cui gli umani sono “rinchiusi” sono dotate di tutti i confort possibili, manca però, in esse la personalità e l’empatia proprie dell’umanità così come la conosciamo. La psicologia della quarantena si riflette moltissimo in questi appartamenti disumanizzati, così come disumani appaiono i rapporti tra persone e, soprattutto, tra congiunti.

In questo mondo che ricorda le più conosciute ambientazioni postapocalittiche e cyberpunk, gli umani hanno creato delle compagnie artificiali, una sorta di robot domestici. Questi androidi sono costruiti, in diversi modelli dai basici ai più evoluti, da una società high-tech di nome Metis che preleva coscienze da persone che stanno per morire, istallandole poi in questi nuovi contenitori robotici.

Nelle prime pagine del racconto, che inizia in medias res, facciamo subito la conoscenza di uno di questi androidi di nome Lilac, una ragazza di sedici anni che è stata assegnata come compagna a una sua coetanea. Grazie all’amicizia e alla complicità che si instaura tra l’androide e l’umana, Lilac riuscirà a ricostruire il suo passato, tramite una serie di racconti che ripercorrono gli ultimi giorni della sua vita umana, prima che la sua coscienza diventasse proprietà di Metis. Il romanzo sarà un viaggio alla ricerca della verità sulla morte di Lilac, avvenuta in circostanze misteriose.

Umano e non umano, una riflessione psicologica

Il romanzo di Flynn esplora il rapporto tra uomo e macchina, e tra umanità automatizzata e coscienza. Gli spunti di riflessione sono davvero infiniti e complessi e ci vengono resi palesi nel romanzo quando scopriamo che Lilac possiede ancora una coscienza autonoma rispetto alla formattazione voluta, invece, dalla società produttrice dei companion, Metis.


Lilac, infatti, nel corso del romanzo, scoprirà il suo destino, passato e futuro. Era umana in un passato non troppo recente, e compie un viaggio contrario a ciò per cui era stata programmata, e questo fa di lei una novella esploratrice anticonformista, che non vuole piegarsi ai voleri del “dio” che l’ha fabbricata. La protagonista del romanzo lotta contro se stessa e contro il sistema per avere giustizia, per ricostruire la sua vita e comprendere la sua nuova condizione di coscienza impiantata in una macchina. La riflessione che possiamo fare verte sul rapporto che ogni uomo ha con il divino, in qualche modo. Perché, come in una prospettiva nichilistica, se dio è morto lo è anche la coscienza collettiva.

In questo caso specifico non esiste più una coscienza collettiva propria della condizione umana, per questo motivo Lilac, e la rosa di personaggi che ruota attorno a lei e alla vicenda che mano mano riuscirà a ricostruire, lotta contro un regime di ingiustizia. A causa della pandemia globale che tiene rinchiusi tutti gli esseri umani, Lilac, in quanto macchina, potrà muoversi, temendo non la morta ma il reset della sua coscienza. Anche lei, quindi, vivrà in un limbo di paura, nel timore di spegnersi da un momento all’altro. Ribelle, anticonformista, Lilac lotterà per comprendere la sua natura e ciò che le è capitato.

Lasciami Andare è un percorso quasi simile a quello di una riabilitazione di uno disordine post traumatico da stress che Lilac compie per rielaborare la propria perdita in una dinamica di lutto continua, dove la vediamo compiere i passi fondamentali per la rielaborazione. Flynn compie un ottimo lavoro di caratterizzazione dei personaggi e soprattutto della protagonista, che si armonizza in maniera ottimale al contesto narrato. Ogni scelta compiuta dai personaggi è frutto di una grande riflessione e una ottima conoscenza delle dinamiche psicologiche, il tutto condito da una attenzione ai dialoghi quasi maniacale.

Conclusioni

Lasciami Andare è il romanzo da leggere in questo determinato periodo storico che stiamo vivendo, se non altro per comprendere alcune delle evidenti conseguenze che la pandemia globale può portare, cioè il distacco totale dei rapporti umani, nel romanzo quasi inesistenti. Ma, se da un lato assistiamo alla disumanizzazione degli esseri umani, troviamo una speranza in un droide con la coscienza ancorata nel passato, un passato dove tutto era ancora possibile. Questa dicotomia rende il libro molto piacevole , intrigante e intelligente. La struttura narrativa ci conduce per mano verso un mondo quasi sconosciuto ma che guarda al passato per ottenere giustizia.

La scrittura scorrevole e non banale usata dalla Flynn e la struttura stessa della narrazione ci permettono di scoprire piano piano i meccanismi del rapporto uomo macchina ed entrare a contatto con questa delicata psicologia che non guarda al transumanesimo come una naturale evoluzione dell’uomo ma, anzi, lo mette al bando, ne esclude la possibilità di realizzazione.

Tutti questi elementi rendono Lasciami Andare un romanzo imperdibile per tutti gli amanti del genere fantascientifico.