MILANO – Ore 12.40 Le Borse europee si appesantiscono intorno a metà seduta, in una giornata condizionata negativamente dalla frenata del Pil tedesco nel secondo trimestre, sceso dello 0,1%. Milano arriva a perdere il 2% con in calo tutto il comparto bancario, Londra arretra dello 0,81%, Francoforte dell’1,53% e Parigi dell’1,31%.

Sfuma così l’ottimismo generato dal’inattesa apertura di Donald Trump alla Cina, con la decisione di rinviare alcuni dazi sui beni hi tech di Pechino, che aveva dato spinta a tutti li stini asiatici, con Tokyo che ha concluso gli scambi a + 0,98%. Ieri Wall Street ha chiuso in deciso rialzo con il Dow Jones che ha messo a segno un progresso dell’1,14% e il Nasdaq del 2%.

In Italia lo spread resta osservato speciale dopo che ieri sera la Lega ha perso la sua prima battaglia sui numeri al Senato, non riuscendo ad anticipare la mozione di sfiducia al presidente del Consiglio Giuseppe Conte già oggi allo scopo di accelerare i tempi della crisi. Il differenziale in mattinata è in calo a 223 punti con il rendimento del titolo decennale all’1,58%.

Sul fronte delle valute l’euro è debole sotto 1,12 dollari e passa a 1,1166 dollari e 118,95 yen. Lo yuan si indebolisce sul mercato offshore a 7,0331 sul dollaro e si rafforza su quello onshore a 7,0177 sul biglietto verde.

Tra i dati macroeconomici spicca il brusco rallentamento della produzione industriale cinese salita a luglio del 4,8% su base annua, la sua crescita più bassa in 17 anni secondo i dati pubblicati oggi da National Bureau of Statistics (BNS), che ha fatto riferimento a “un ambiente esterno serio e complicato”. Male anche l’industria europea: nella zona euro la produzione è scesa dell’1,6% e nella Ue-28 di 1,5%. Lo comunica Eurostat. A maggio era aumentata di 0,8% e 0,9%. In Italia il calo è di appena 0,2%, mentre il più alto è in Irlanda (-8,8%), Portogallo (-4,5%), Francia (-2,3%) e Germania (-1,8%)