MILANO – Ore 9.05 Partenza con il turbo per le Borse europee che festeggiano la tregua raggiunta tra Stati Uniti e Cina sul fronte commerciale, con Washington che ha annunciato la sospensione dei rialzi dei dalle tasse doganali dal 10 al 25% che sarebbe dovuto scattare a gennaio e che avrebbe dovuto colpire 200 miliardi di export cinese mentre Pechino ha annunciato la riduzione dei dazi sulle auto Usa. Milano apre a +2,24%, Londra sale dell’1,99%, Francoforte del 2,48%.

Rialzi in linea con quanto visto in Asia, caratterizzata da un’onda verde per tutti i principali indici. Tokyo ha chiuso in rialzo dell’1% mentre Shanghai è cresciuta del 2,57%. Ripercussioni anche sul lato delle valute con il dollaro ch ha perso terreno: l’euro risale così oltre quota 1,13 a 1,1376 dollari.

Sul mercato però tiene banco anche il maxi rialzo del petrolio dopo le notizie di una possibile intesa tra Russia e Arabia Saudita per prolungare al 2019 il loro accordo per gestire il mercato petrolifero. “Non c’è una decisione finale sui volumi, ma insieme all’Arabia Saudita lo faremo”, ha detto Putin interpellato sull’estensione dell’accordo. Un’intesa preliminare molto importante a pochi giorni dal vertice Opec di giovedì, in cui si deciderà la politica da adottare fino alla prossima primavera. Sullo sfondo resta alta la pressione americana, con il presidente Trump fortemente contrario a nuovi tagli alla produzione che spingerebbero i prezzi al rialzo. A sorpresa intanto è arrivato l’annuncio da parte del Qatar, che dal 2019 ha fatto sapere che lascerà l’Opec. I contratti sul greggio Wti con scadenza a gennaio guadagnano il 5,7% a 53,85 dollari al barile. Il Brent sale del 5,7% a 62,60 dollari al barile.

Sulla sponda italiana lo spread è in netto calo rispetto alla chiusura di venerdì e procede in mattinata poco sopra quota 280 con il rendimento del titolo decennale italiano al 3,16%. L’attenzione è ancora tutta concentrata sulla Manovra, che viaggia in ritardo sulla tabella di marcia mentre il governo ha presentato il suo pacchetto di emendamenti, tra i quali non figurano né quelli su reddito di cittadinanza e quota 100, né iò taglio delle pensioni d’oro.