martedì 3 ottobre 2017 17:14

SPAGNA «È una situazione sgradevole».Julen Lopetegui definisce così la vicenda Piquè, il difensore del Barcellona che si è schierato per la Catalogna e che ieri è stato fischiato e insultato dai tifosi spagnoli durante l’allenamento delle Furie rosse.

LO SPORT UNISCE – In un’intervista rilasciata a “El Larguero”, il ct della Spagna spiega: «Ho parlato con lui, dopo tutto quello che è successo, volevo sapere come sta mentalmente, se è al 100%: ho capito che lo è, sta bene, ha voglia di esserci ed è motivato. Se non avessi avuto queste percezioni non l’avrei convocato. C’è da gettare un po’ di acqua fredda su questa storia, nella speranza che lo sport unisca. Nella prossima gara contro l’Albania ci giochiamo il lavoro di un anno e mezzo, dobbiamo concentrarci su questa partita e chiudere definitivamente il discorso qualificazione».

PIQUÈ IN NAZIONALE – L’argomento Piquè, però, non è ancora archiviato e al ct viene chiesto un parere sui tweet pro-Catalogna del difensore: «Non possiamo farci distrarre da queste cose. Come ho detto è una situazione sgradevole e per questo chiedo a tutti testa e serenità. Spero che Alicante (sede del match ndr) sia con noi, che non ci sia la tensione di questi giorni. Non analizziamo le opinioni politiche di chi viene in Nazionale, Piquè è straordinario, è con noi da 16 anni e il suo impegno è sempre stato massimo, è un grandissimo calciatore e un punto di forza per noi e non vedo perché non dovrei convocarlo. So che la situazione non è facile, ma io devo pensare all’Albania, è questa la mia priorità, poi per il resto ho la mia opinione, ma la tengo per me, perché il mio compito è pensare alla partita e gestire i giocatori». Lopetegui elogia i giocatori del Real Madrid che hanno cercato di prendere le difese di Piquè: «Nello spogliatoio è molto amato, i compagni lo sostengono, del resto si possono avere vedute politiche diverse rispetto a un amico, ma il clima all’interno del gruppo è positivo».

APPELLO AI TIFOSI – Il tecnico lancia un appello al pubblico di Alicante che sosterrà la squadra nel penultimo match delle qualificazioni ai Mondiali: «Ci giochiamo tanto e abbiamo bisogno del loro sostegno, questa partita non deve essere l’occasione per una protesta politica, noi facciamo calcio e lo sport unisce. Abbiamo deciso di fare l’allenamento a porte aperte perché abbiamo sempre fatto così. È giusto che la gente manifesti le proprie opinioni, ne ha tutto il diritto, ma quando si insulta in maniera grave allora si perde la ragione». (in collaborazione con ITALPRESS)