Salvini segue il caso: “Disgustoso ciò che stanno facendo alla Sarti” – Il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, sta seguendo personalmente la vicenda che coinvolge la parlamentare M5s. Lo fanno sapere fonti del Viminale, che spiegano come le immagini si stanno diffondendo attraverso le applicazioni di messaggeria. Salvini ha ribadito la massima attenzione contro questi fenomeni: “E’ una vicenda disgustosa e molto grave. E’ nostro dovere proteggere la libertà e la privacy di Giulia Sarti e delle altre persone, spesso giovani, che subiscono e/o hanno subito lo stesso vergognoso trattamento”.

Di Maio: “Quello che sta succedendo sulle foto è uno schifo” – “Quello che sta succedendo sul caso Sarti è uno schifo. E’ veramente assurdo che trasmissioni di reti nazionali commentino foto personali della deputata, di cui non ce ne frega niente. Sono episodi assurdi che vengono tollerati e si verificano soltanto nei confronti di persone che non possono difendersi”. Così il vicepremier e capo politico del Movimento Luigi Di Maio. “I probiviri – ha aggiunto – seguiranno tutta la procedura sulla deputata Sarti, di certo non per queste foto di cui non ce ne frega niente”.

Le immagini private registrate nell’abitazione della parlamentare– L’intervento dell’Authority è giunto dopo le rivelazioni sulla circolazione tra i mezzi di informazione di immagini private che sarebbero state registrate nell’abitazione della parlamentare. E la cui esistenza era stata rivelata a Le Iene dall’ex collaboratore e fidanzato della deputata Bogdan Tibusche, che avrebbe installato, su richiesta della Sarti, un impianto di videosorveglianza in casa. Una circostanza che solleva anche un caso politico.

Contromisure al “revenge porn” – Il M5s è ora intenzionato a debellare la pratica del “revenge porn”, stigmatizzata dalle forze politiche dell’intero arco costituzionale, avviando la discussione di un disegno di legge per prevenire e punire la pubblicazione e diffusione di materiale sessualmente esplicito senza il consenso della persona coinvolta. A finire nel mirino è Giulia Sarti, deputata riminese del M5s, già colpita da anonimi “hacker” nel 2013 che, poco dopo il suo primo ingresso in Parlamento, annunciarono di aver “bucato” la sua mail entrando in possesso di foto o video osé.

Il caso dei rimborsi – Ora la deputata, rieletta in Parlamento, è di nuovo finita nell’occhio del ciclone per essere una dei protagonisti del cosiddetto scandalo “Rimborsopoli” del Movimento, una vicenda che tra scambi di accuse e responsabilità ha riportato l’attenzione sull’esistenza di video “hot”. Immagini, in un caso addirittura false, che si dice stiano impazzando sui telefonini di mezzo Parlamento e tra i giornalisti.

Solidarietà bipartisan – Il Pd si è rivolto al presidente della Camera, Roberto Fico, per chiedere di verificare se sia vero che a casa dell’ex presidente della commissione Giustizia della Camera venissero “effettuate riprese video di incontri politici” o a carattere istituzionale. Una polemica che non offusca tuttavia la solidarietà alla parlamentare e che vede protagoniste colleghe di tutti gli schieramenti: da Da Alessia Rotta a Paola Taverna, da Laura Boldrini a Giorgia Meloni e Mara Carfagna, le quali manifestano la loro vicinanza per questo “vergognoso atto di cyber-bullismo”.

Le Iene: “Le foto hot non c’entrano con la nostra inchiesta” – Non si è fatto attendere anche il commento de Le Iene che, nel precisare l’estraneità dalla diffusione delle immagini hard, si associa al tributo di solidarietà nei confronti della parlamentare. “Noi indaghiamo su questioni di pubblico interesse, su dove potrebbero essere finiti i soldi che la parlamentare aveva dichiarato di aver restituito al fondo per il microcredito e che sarebbero stati dedicati anche all’eventuale acquisto di apparecchi di videosorveglianza forse per girare filmini privati. Questo non c’entra nulla con la diffusione del materiale rubato all’onorevole anni fa dalla sua posta elettronica”. La diffusione delle sue foto intime, oltre che un reato, è una vera violenza. Gli scatti rubati starebbero girando sulle chat di giornalisti, politici e non solo. Attenzione: sta compiendo un reato non solo chi li diffonde, ma anche chi li conserva”.