Incidente mortale all’Ilva di Taranto. Vittima l’operaio dell’impresa appaltatrice Ferplast, Cosimo Fuggiano di 28 anni. L’incidente avvenuto al quarto sporgente degli Impianti marittimi Ilva. Il lavoratore stava provvedendo a sostituire una fune ad una gru addetta allo scarico dei minerali che servono alla produzione dell’acciaio, quando la stessa fune si improvvisamente staccata dal dispositivo del carro ponte piombandogli addosso. La gru era ferma da due giorni per attivit di manutenzione. Le condizioni di Fuggiano sono appare subito gravissime. Vani i tentativi di rianimarlo.

Si tratta di funi molto spesse – commenta Antonio Tal, segretario Uilm Taranto – e anche essere colpiti di striscio provoca gravi conseguenze. Basta! ha scritto su Twitter il segretario generale della Fim Cisl, Marco Bentivogli. Angelo Fuggiano – prosegue Bentivogli – ci ha lasciati. Un abbraccio forte alla sua famiglia. Lotteremo anche per te, un lavoro in cui si perde la vita una vergogna nazionale.

La notizia dell’incidente mortale ha fatto salire di molto la tensione all’Ilva di Taranto dove sono in corso anche oggi le assemblee sul futuro della fabbrica dopo la rottura delle trattative con Arcelor Mittal al Mise.

E intanto sciopero immediato dalle 11 di oggi all’Ilva e sino alla conclusione del primo turno di domani. Lo hanno indetto tutti i sindacati, Fim Cisl, Fiom Cgil, Uilm e Usb dopo la morte di Angelo Fuggiano. Lo protesta riguarda i diretti Ilva e i lavoratori dell’indotto. Nel corso degli ultimi mesi – dicono i sindacati – sono stati consumati pi scioperi, l’ultimo il 30 aprile, denunciando condizioni di sicurezza carenti. I sindacati chiedono un’urgente convocazione da parte del prefetto di Taranto, Donato Cafagna, per rappresentare la grave e ormai non pi sostenibile situazione.

Per Francesca Re David, segretario generale Fiom Cgil, inaccettabile quanto sta accadendo. I lavoratori metalmeccanici continuano a morire tutti i giorni. Ancora una volta un giovane lavoratore di un’impresa di appalto che perde la vita a causa delle scarse procedure di sicurezza. L’Ilva – dice Re David – ha la responsabilit di garantire la sicurezza di tutti i lavoratori e soprattutto di quelli che operano nelle imprese di manutenzione e di appalto.

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