FERRARA – Un’organizzazione vicina a Forza Nuova, Ordine Futuro Basilicata, che ha come obiettivo la “ricostruzione nazionale” e che si rivolge a “realtà che abbiano a cuore il bene della Patria ed il suo riscatto”. Un uomo di Chiesa non certo nuovo a polemiche, il vescovo di Ferrara, che partecipa – seppur solo in collegamento video, vista la distanza – a un convegno dal titolo “Unioni civili… e adesso?”, “nel quale – precisa l’ufficio stampa dell’organizzazione – si tutela l’unica vera famiglia, costituita secondo l’immutabile ordine naturale” e al quale sono stati invitati altri esponenti del mondo cattolico, “condizionati” a partecipare “dalle sterili e capziose polemiche della stampa”. E’ monsignor Luigi Negri, arcivescovo di Ferrara e Comacchio, il protagonista di una nuova polemica che ha a che fare coi diritti civili.

Mentre lo scorso 24 settembre il vescovo Negri interveniva in collegamento con un agriturismo di Lavello, scenario del convegno di Ordine futuro, nella città estense sfilavano 1500 persone per la manifestazione “Ferrara che accoglie”, “per testimoniare la Ferrara democratica, civile, accogliente, antirazzista”, promossa da associazioni, partiti politici e sigle sindacali.

Le associaizoni Lgbti che attaccano il monsignore ricordano inoltre – come riporta la testata locale Estense – che l’iniziativa di Ordine Futuro era stata stigmatizzata nei giorni scorsi anche dal sindaco di Lavello, Sabino Altobello, il quale, “ricordando come la cittadina abbia dato i natali a Don Marco Bisceglia (il sacerdote che, nel 1980, ideò l’Arcigay e ne portò avanti il progetto fino alla fondazione del 1985), ha pacatamente osservato come “organizzare il convegno contro le unioni civili qui, in una città che ha tradizioni di civiltà estrema, mi pare una forzatura, una cosa poco elegante, diciamo”. Ordine Futuro, in una nota stampa, aveva parlato di “clima surrealmente intimidatorio”, e giudicato “del tutto irrilevante che Lavello sia casualmente il paese natale di un fondatore dell’ Arcigay. Venendosi a creare un clima di prevenuta ostilità nei confronti dell’incontro e dei suoi relatori, Il luogo dell’evento sarà reso noto alcuni giorni prima del suo svolgimento”, aveva precisato.

Il vescovo di Ferrara ospite della destra neofascista al convegno contro le unioni civili

La locandina dell’evento

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Il convegno si è svolto in Basilicata, ricorda l’associazione neofascista, terra che “si è distinta per la fiera opposizione – trasversale – al matrimonio gay, all’omosessualismo e alla propaganda dell’ideologia gender”. Per questo “in difesa dell’unica e vera famiglia gravemente minata dalla legalizzazione del matrimonio gay, e non solo, con ProVita e alcune associazioni locali (Circolo Giovanile San Luigi IX, Sturm und Drang), Ordine Futuro Basilicata ha invitato alcuni relatori di prestigio per riflettere sulla questione”. Fra cui appunto Negri. “Ci chiediamo – hanno scritto Agedo, Famiglie Arcobaleno e Circomassimo – quale moto d’animo e profondo convincimento interiore abbia spinto Negri a partecipare ad un evento promosso da chi solo pochi giorni fa definiva gli italiani che non aderirono alla Rsi come “traditori”. Non potrebbe essere giunta, anche per lui, l’ora di riflettere su come i suoi pregiudizi verso le persone omosessuali e le loro famiglie lo stiano portando decisamente verso ‘cattive compagnie’?”.

Monsignor

Luigi Negri nemmeno un anno fa era finito sulle prime pagine dei giornali per una frase captata in treno e mai smentita in cui di Papa Francesco diceva: “Deve fare la fine di quell’altro”. Dove quell’altro era Giovanni Paolo I, morto dopo soli 33 giorni di Pontificato nel 1978.