ROMA – Un tifoso in panchina. Sì, ma dell’altra squadra. La vicenda di StefanoPioli, tifoso interista e, da oggi, alla guida del Milan ha suscitato molte critiche da parte dei fan rossoneri. Tra le ragioni del malcontento ci sono appunto quelle legate al tifo. “L’inter è la mia fede“, aveva detto il tecnico emiliano in un’intervista del 2016 quando sedeva sulla panchina nerazzurra. Parole che sono rimaste impresse e che, in un momento di forte contestazione verso la società, pesano ancora di più. Ma la cosa sorprende poco se si guarda alla fede calcistica anche dei tecnici delle altre squadre.

Sarri, Ancelotti e non solo: i tecnici divisi tra tifo e carriera

L’esonerato Giampaolo ammise in passato: “Il mio sogno? Allenare l’Inter, che è sempre stata la mia squadra“. Antonio Conte si è visto bene dal dichiarare la fede ma è innegabile il suo legame con la Juve avendo vestito i panni sia da giocatore, che di allenatore vincente. A differenza sua, c’è chi non ha avuto peli sulla lingua. “Allenare il Napoli era il mio sogno fin da bambino: sono nato casualmente nel capoluogo campano da due genitori toscani ma nella mia ingenuità ho sempre pensato che ognuno di noi dovesse tifare per la squadra delle città dove era nato. E così, tra decine di fiorentini, io mi sono trovato sempre a tifare per il Napoli da solo“, ha dichiarato Maurizio Sarri, attuale tecnico della Juve. “La Fiorentina è la squadra del mio cuore“, disse Luciano Spalletti. Tifoso della Viola, almeno da bambino, anche l’attuale tecnico del Toro Walter Mazzarri: “Da bimbo tifavo per la Fiorentina, avevo il poster di Antognoni in camera“. Tifo e lavoro che non sempre hanno preso la stessa strada. Lo sa bene Carlo Ancelotti, che adesso guida il Napoli, con un passato rossonero, e che in passato rivelò: “Il mio idolo era Mazzola, diventai interista grazie a mio cugino che abitava a Milano e che un giorno mi regalò un completo dell’Inter“.

Pioli interista? Da Sarri a Conte: quando l'allenatore-tifoso passa ai 'nemici'