TORINO –Gianluigi Buffon è stato ufficialmente nominato Goodwill Ambassador dello United Nations World Food Programme (WFP) e la sua avventura come ambasciatore è appena cominciata. E’ la prima volta che l’Onu sceglie un calciatore come portavoce di un progetto perché “il calcio è una lingua universale” come dichiara Marina Catena, direttrice WFP per i Goodwill Ambassadors. Presente alla cerimonia anche Andrea Agnelli, Buffon promuove il progetto e si dice entusiasta di questo nuovo ruolo “Mi sento un privilegiato e ho accettato la sfida con orgoglio“. Poi, il portiere della Juventus, risponde anche alle domande sulla nuova stagione con i bianconeri e su Sarri: “Il mister ha le idee chiare e noi abbiamo voglia di apprendere qualcosa di diverso rispetto agli ultimi 10 anni. La sua filosofia ci piace, i grandi giocatori hanno bisogno di stimoli. Ha una carriera quasi trentennale e ha toccato il punto più alto proprio alla Juventus – aggiunge Buffon -. Ha tante convinzioni che trasferisce alla squadra che ha voglia di apprendere. Le prestazioni e i risultati arriveranno”.

“Sono molto felice alla Juve”

Riguardo alla sua scelta di tornare alla Juventus, dopo un anno al Psg, Buffon si esprime: Sono molto felice perchè giustamente all’inizio nutrivo qualche perplessità, qualche dubbio sulla mia accettazione di questo nuovo ruolo, però con molta tranquillità e parlandone anche a casa ho detto secondo me l’unica squadra che può farmi accettare questa cosa in maniera serena è la Juve. E dopo questa riflessione ho accettato e devo dire di aver avuto ragione. Sono soddisfatto, sono veramente contento per l’armonia che sto rivivendo nello spogliatoio con tutti, per la stima che sento da parte dei miei compagni, per il fatto che posso riabbracciare i miei tifosi, i miei dirigenti, i ragazzi con cui ho condiviso tantissimo dentro e fuori dal campo .Questo era il senso della cosa e per questo sono felice”. Con il WFP, il portiere bianconero potrà interessarsi ad un mondo diverso dal suo, ma ancor più importante e ne sembra consapevole dichiarando: “la nomina di ambasciatore è qualcosa di molto importante, che mi rende orgoglioso. Quello che mi interessa è che mi piacerebbe rimboccarmi le mani e metterle nello sporco, dove ci sono sudore e terra. E’ l’unico motivo per cui ho accettato questa cosa: per una crescita personale e per vivere esperienze che mi toccheranno e mi segneranno”. L’obiettivo e’ quello anche di scendere sul campo e non di quello da calcio:Partendo dal presupposto che il mio lavoro è ancora il calciatore e mi reputo ancora competitivo e godo di ottima salute, penso che ci sarà spazio per andare sul campo e toccare con mano determinate realtà. Fare solo la figurina, non mi riesce.”

“Nazionale? Quando smetto di giocare”

Continuando a parlare della stagione in corso, il portiere bianconero individua subito l’anti-Juventus in questo campionato: “L’Inter è la rivale numero uno della Juventus, senza il minimo dubbio”. Nonostante la sconfitta nel big match di domenica a San Siro contro la Juve, per Gianluigi Buffon i nerazzurri restano gli avversari più accreditati per la lotta scudetto: “Lo sono perché conosco benissimo l’allenatore, il suo modo di insegnare il calcio, di ragionare, di trasmettere convinzioni – ha aggiunto il portiere della Juventus -. Conosco bene anche il direttore, Marotta, e anche moltissimi calciatori, che sono di primissimo livello”. Poi il discorso si sposta sulla Nazionale: “Un’ultima partita in azzurro? Accetterei con gran piacere solo nel momento in cui decidessi di smettere di giocare, prima non avrebbe senso”. Questo il punto di vista di Gianluigi Buffon sull’eventuale convocazione in Nazionale, a qualificazione raggiunta per gli Europei del 2020, per vestire l’ultima volta la maglia azzurra, con cui ha vinto il Mondiale del 2006: “Mancini ha sempre dimostrato attenzione e delicatezza nei miei confronti – ha spiegato il portiere della Juventus -. Come detto altre volte è qualcosa di non dovuto e che non cerco”.