ROMA – “Questa mattina ho sentito Manuel che mi ha detto: ‘Papà andiamo avanti’. E’ forte, tanto forte. Mi ha detto che tornerà presto a nuotare“. Così Franco Bortuzzo, papà di Manuel, il nuotatore rimasto paralizzato da un colpo di pistola a Roma, ha parlato in un’intervista esclusiva a Massimo Giletti nella puntata speciale di Non è l’Arena. “E’ stata una settimana difficile. E’ ancora in rianimazione. Gli hanno tolto le ultime suture anche se oggi era un po’ sofferente anche per il carico dei farmaci ma risponde a tutti gli amici di piscina dicendo che lui tornerà in acqua, farà più fatica a prenderli, ma li prenderà“, ha raccontato.

Il papà ha raccontato a Giletti la forza con la quale sta portando avanti tutta questa drammatica storia: “Bisogna essere presenti, non sbagliae nulla. Io ho cercato di dare il massimo ai miei figli. Io, adesso, sono in pace con me stesso perché quello che dovevo fare l’ho fatto e ora devo trasmettere questa sensazione a mio figlio perché se io cedo cade tutto il palco e invece bisogna che legga nei miei occhi la forza: io sarò le sue gambe, io sarò il suo percorso e quindi massima fiducia“, ha dichiarato Bortuzzo.

Il papà ha raccontato i drammatici momenti successivi allo sparo: “Gli agenti hanno chiamato mia moglie perché il mio cellulare era scarico. Appena ha sentito la Guardia di Finanza dirgli che avevano sparato a Manuel è crollata e mi ha passato il cellulare. Ho chiesto immediatamente all’ispettore due cose: non raccontarmi la storia, voglio solo sapere se è vivo o morto. Questa è la cosa che mi interessava – ha continuato –. Mi risponde: E’ vivo. Siamo partiti subito e sono state cinque ore di viaggio davvero toste da non fermarsi neppure per le soste per i bisogni, bisognava andare a giù a tavoletta. Bisognava arrivare“. Poi Giletti chiede al papà di Manuel se fosse stato lui ad informare il figlio sulle sue condizioni mediche. “L’ho detto a mia moglie e soprattutto ho avuto il coraggio di dirlo a mio figlio. Perchè non volevo mai che fosse un medico ad informarlo ma penso che la figura del padre sia la persona più giusta per digli: ‘Manuel da qui a sotto non c’è più niente’. Sono andato d’istinto ma mio figlio sapeva già perchè non sentiva le gambe e ha reagito in una maniera forte che non avrei mai pensato. Mi ha detto di stare tranquillo e di tranquillizzare la mamma“, ha spiegato Franco Bortuzzo.

TUTTO SUL CASO BORTUZZO, DAGLI AGGRESSORI AL LUOGO DEL DRAMMA