CAGLIARI – Sarà una coincidenza ma il fatto che proprio nel giorno in cui è trapelata la notizia che il Cagliari dovrà rispondere dei diritti di immagine di Nahitan Nandez (nel tribunale del capoluogo sardo il prossimo 14 gennaio), il giocatore uruguaiano abbia rimediato una botta a un piede e sia stato convocato in extremis per la partita in casa del Sassuolo. Qualcosa in più se ne saprà oggi ma intanto questa grana rischia di minare la serenità del gruppo. E ora, aggirando la necessaria richiesta di autorizzazione federale perché un tesserato possa portare in giudizio il suo club, senza la quale Nandez avrebbe rischiato un anno di squalifica, il legale che sta seguendo il suo entourage, Vittorio Rigo, ha puntato non sulla giustizia sportiva ma su quella ordinaria individuando come oggetto del contendere i diritti di immagine del giocatore che attualmente sono di proprietà della Goal Service. Tutto nasce da un contratto complicato che ha richiesto mesi non solo nel corso della trattativa ma soprattutto nella fase della sua conclusione tra il giocatore (che era ed è sereno) il suo agente Pablo Betancur e i dirigenti del Boca.

Questione fumosa

Una questione fumosa che si è delineata tra importi lordi e netti, differenze tra domanda e richiesta e soprattutto quei trecentomila euro che il giocatore non si sarebbe trovato a disposizione. Il milione e seicentomila euro, infatti, pattuito con il Cagliari è, secondo la società lordo mentre il procuratore della mezzala uruguaiana pretende che siano netti. Per aggirare questo problema, lo staff del giocatore avrebbe deciso di dirottare il tiro puntando sulle questioni legate al diritto di immagine, in modo da poter rimettere sul tavolo altre spettanze economiche. La società rossoblù, che si affida a quanto scritto sul contratto, dovrà attendere ora di conoscere i motivi della citazione in giudizio per preparare la sua difesa.