MILANO – Fare dell’effimero un industria, che è la prima per capitalizzazione della Francia. Lvmh non solo è il colosso mondiale del lusso, ma è la più grande azienda francese per valore di mercato. Dall’alto dei suoi 156 miliardi di euro, vale l’8% in più del colosso francese dell’energia Total (144 miliardi). L’Oreal, del resto tra profumi e creme, si piazza in terza posizione sul Cac40 totalizzando 115 miliardi di valore, ovvero tanto quanto Danone (43 miliardi), Renault (26 miliardi), Michelin (21,6 miliardi) e Peugeot (18 miliardi) messe insieme. Ora che si è staccata da Puma ed è diventata un azienda di solo alto di gamma, anche Kering è in forte ascesa (+30% da inizio anno e pari a 60,5 miliardi), tanto da superare perfino il colosso delle assicurazioni Axa (55 miliardi) e tallonare l’altra griffe francese di Hermès (62,8 miliardi di valore di Borsa).

La somma dei due poli del lusso cresciuti grazie a marchi italiani come Bulgari, Fendi, Loro Piana per Lvmh, e Bottega Veneta, Gucci e Pomellato per Kering equivale alle tre maggiori banche di Francia: Bnp Paribas (76 miliardi), SocGen (83 miliardi) e Credit Agricole (38 miliardi) Anche il leader delle lenti Essilor non si fa mancare nulla: vale 29,9 miliardi e presto sommerà alla sua capitalizzazione quella degli occhiali di Luxottica (altri 26,5 miliardi).

A quel punto a Piazza Affari, dove se n’è appena andata con un’Opa da parte di Richemont anche Ynap (5,1 miliardi), la più grande azienda del Lusso per capitalizzazione sarà Moncler, che è appena entrata negli indici Msci. Ma anche il gruppo dei piumini -nati francesi- ma rilanciati da un imprenditore italiano come Remo Ruffini, vale sulla Borsa di Milano 9,9 miliardi: un quindicesimo rispetto a Lvmh e un sesto rispetto alla Kering che è rinata grazie alla Gucci di Marco Bizzarri e Alessandro Michele.