“C’era una situazione di pericolo concreto e, se sarà confermato che il mio cliente si è trovato davanti a quattro persone armate, anche in una situazione di pericolo imminente”. A parlare è l’avvocato Luigi Ferrante, legale di Luigi Corcione, il gioielliere di 32 anni che la sera di sabato scorso ha ucciso a colpi d’arma da fuoco Raffaele Ottaiano, un rapinatore mascherato e armato che poco prima, in mezzo alla folla, con tre complici, aveva preso d’assalto il suo negozio, in corso Durante a Frattamaggiore (Napoli).

L’avvocato Ferrante fa sapere che il gioielliere è provato per quello che è successo, ma anche tranquillo e fiducioso nel lavoro che sta svolgendo la magistratura.

Le dinamiche della sua reazione sono oggetto di indagine: con Ottaiano sarebbero entrare in azione altre tre persone, con il volto travisato, due delle quali armate: in tre, tra cui Ottaiano, sono entrate in gioielleria, il terzo è rimasto all’esterno, verosimilmente a fare il palo. Uno di quelli armati, Luigi Lauro, 28 anni, è stato bloccato da un coraggioso ispettore del locale commissariato di Polizia mentre tentava la fuga malgrado abbia puntato la sua pistola con il colpo in canna contro il poliziotto.

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Stamattina la Procura di Napoli Nord dovrebbe iscrivere Corcione nel registro degli indagati, dopo avere valutato, sulla base degli elementi finora raccolti, l’ipotesi di reato da contestare. “Un atto dovuto”, è

stato spiegato dal procuratore della Repubblica Francesco Greco, che consentità al gioielliere di avviare l’iter difensivo, per esempio l’eventuale nomina del perito che assisterà all’esame autoptico da eseguire sul corpo di Ottaiano. Secondo quanto si apprende sono ancora in corso i rilievi balistici, gli esami per accertare la presenza di polvere da sparo sugli indumenti della vittima e altri accertamenti di cui si sta occupando la polizia Scientifica.