Il General Data Protection Regulation (GDPR) è ufficialmente in vigore da oggi. L’Europa ha preteso l’attuazione di nuove normative in tema di trattamento dei dati personali, obbligando le varie aziende ad adeguarsi. In queste settimane avrete certamente ricevuto valanghe di e-mail relative ai varsi servizi a cui siete iscritti, che vi chiedevano appunto di accettare le nuove condizioni. Apple non è ovviamente stata a guardare, tanto da aver creato un portale apposito per andare incontro a quanto previsto dall’UE.

Attraverso questo link è possibile recarsi sul sito web approntato dall’azienda di Cupertino. È necessario effettuare l’accesso con il proprio Apple ID, al fine di poter verificare quelle che sono le nostre informazioni detenute dal gigante californiano in relazione all’utilizzo degli svariati servizi presenti a bordo dei dispositivi della mela (e non solo).

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“L’ID Apple è pensato per proteggere le tue informazioni e consentirti di scegliere cosa condividere. Ci impegniamo al massimo per proteggere le tua privacy e raccogliere solo i dati di cui abbiamo bisogno per migliorare la tua esperienza. Scopri come Apple protegge la tua privacy.” Questa è la prima frase che visualizzerete sul portale in questione.

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Cliccando su “continua”, si ha accesso ad una seconda schermata che consente appunto di gestire i propri dati personali. Dalla cronologia degli accessi ai dispositivi in uso, passando per le note e i contatti, fino ad arrivare a file e documenti archiviati su iCloud. Praticamente una mole di informazioni sterminata che da oggi, grazie a quanto previsto dal GDPR, è nostro diritto poter passasare al vaglio.

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Oltre alla possibilità di disattivare temporaneamente l’Apple ID o di cancellarlo definitivamente, l’azienda di Cupertino ha predisposto una scorciatoia per poter anche correggere le nostre informazioni. Basta cliccare su “Inizia” sotto la voce “Correggi i dati”, e saprete dove recarvi per intervenire sulle informazioni relative all’account e all’Apple Store (incluse le transazioni).

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Insomma, uno strumento molto utile, probabilmente uno dei più tangibili per l’utente comune tra quelli scaturiti dall’entrata in vigore del GDPR. Del resto, il tema del trattamento dei dati personali e, più in generale, della privacy, rappresenterà una criticità anche negli anni a venire, soprattutto con il dilagare del fenomeno dell’IoT, che ci porterà ad interfacciarci con una miriade di oggetti perennemente connessi alla rete.